Circolo dei Libri

Per condividere con altri il gusto della lettura, che per principio è individuale ma poi può anche farsi compagnia.

18settembre
2020

Kent Haruf, "La strada di casa", NN Editore

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News

Circoli di lettura, autunno 2020

18giugno
2020

Ecco il programma dei Circoli di lettura per l'autunno 2020 e una sintesi dei libri.

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Novità da leggere

Desiderio

01maggio
2020

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Novità da leggere

Olive, ancora lei

10aprile
2020

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Novità da leggere

Il signor Cardinaud

27marzo
2020

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Novità da leggere

Ah, l’amore l’amore

18marzo
2020

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Novità da leggere

"Resoconto", "Transiti" e "Onori"

28febbraio
2020

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Novità da leggere

Il ciarlatano

21febbraio
2020

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Novità da leggere

Auður Ava Ólafsdóttir

31gennaio
2020

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Novità da leggere

La spia corre sul campo

24gennaio
2020

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Novità da leggere

Il caffè degli uomini avvenenti

17gennaio
2020

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Novità da leggere

Il treno per Istanbul

06dicembre
2019

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Blog

Lo scrittore e il successo

18settembre
2020

"Allo scrittore fa bene doversi orientare alle richieste del mercato. Impara così a scrivere con astuzia, a coltivare i suoi interessi a condizioni imposte da altri. Guadagnare denaro è uno stimolante della scrittura".

Friedrich Dürrenmatt

Il grande scrittore svizzero (nella foto) con il suo graffio ironico liquida così i puristi assoluti i quali credono che il successo di vendite di un libro costituisca una contaminazione maligna, quasi che uno scrittore che vende molto sia proprio per questo uno scrittore non eccelso. Poi però in un'altra occasione Dürrenmatt ha anche scritto:

"Il successo non dice nulla sulla qualità della scrittura, avvisa soltanto del fatto che lo scrittore ha prodotto una merce che si vende bene. Non abbiamo difficoltà ad ammettere che tale stato di cose non è soddisfacente". E dunque vendere molti libri non fa male a uno scrittore, anzi lo stimola. Ma non vuol dire che per questo fatto egli sia automaticamente uno che scrive bene.

Noi del Circolo dei libri aggiungiamo: C'è chi vende molto e scrive bene, chi vende molto e scrive male, chi vende poco e scrive bene, chi vende poco e scrive male.

Blog

Più festival, meno lettori?

11settembre
2020

Tornano i festival letterari, adesso in versione fisica ma anche in versione a distanza elettronica: purché sia festival. E sono tanti. E andrebbe benissimo, i festival letterari male non fanno, anzi sono meritevoli; però sarebbe meglio se facessero bene soprattutto ai libri e ai lettori. Invece parrebbe che all'aumento vertiginoso dei festival su libri e scrittori corrisponda purtroppo una diminuzione dei lettori. Così come si stampano sempre più libri ma se ne vendono sempre meno e quindi se ne leggono sempre meno (i dati noti valgono per l'Italia ma la tendenza sembrerebbe generale). Venerdì' mattina, 11 settembre, sulla Rete Due radiofonica della Radiotelevisione Svizzera RSI è andato in onda un editoriale dello scrittore e critico svizzero Pierre Lepori, introdotto da Andrea Fazioli per la rubrica "Il corsivo", nel quale l'autore punta il dito sulla questione con argomenti, giudizi e cifre interessanti e preoccupanti:

https://www.rsi.ch/play/radio/programma/corsivo?id=11292420&station=rete-due

Nell'illustrazione, un dipinto di Paul Cézanne (1839-1906)

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Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

28agosto
2020

50 anni fa, il 27 agosto del 1950, Cesare Pavese si toglieva la vita in una camera d'albergo di Torino. Lasciò uno scritto laconico: "Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene?. Non fate troppi pettegolezzi". Pavese aveva subìto una ennesima delusione d'amore, innamorato (ma non ricambiato) dell'attrice americana Constance Dowling. Il verso "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi" (nella raccolta omonima, uscita postuma nel 1951) sarà anche un po' di facile effetto ma possiede una sua forza di segno premonitore e notissimo.Pavese aveva, pochi mesi prima, vinto il prestigioso Premo Strega: ma quel trionfo nulla potè contro quel suo struggimento amoroso, unito alla sua connaturata vena malinconica e depressiva. Sull'onda di quel tragico gesto compiuto mezzo secolo fa, vale la pena di riandare alla scrittura di Pavese: i romanzi, la poesia, i diari. Un protagonista vero della letteratura italiana del '900. Qui (nel video e nella recensione) parliamo del suo ultimo romanzo - quasi un commiato - "La luna e i falò": in esso torna il tema caro a Pavese del ritorno alle radici, del desiderio nostalgico della limpidezza dell'infanzia, dell'accorato trascorre del tempo che non lascia nulla com'era prima. Quella malinconia di tempo e radici, in generale, si aggiunge in tutta l'opera di Pavese a una sua estraniazione privata e civile, a un suo senso di solitudine e alla sua incompiutezza sentimentale.

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Il tempo per le cose che contano

21agosto
2020

"Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere".

Daniel Pennac (1944), scrittore francese

Illustrazione: Pierre Bonnard (1867-1947), La fenêtre

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