Circolo dei Libri

Per condividere con altri il gusto della lettura, che per principio è individuale ma poi può anche farsi compagnia.

08novembre
2019

Georges Simenon, "Marie la strabica", Adelphi

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News

Circoli di lettura, autunno inverno 2019

05novembre
2019

Circoli di lettura di Bellinzona e di Lugano (1 e 2). Ci incontriamo sempre nei primi lunedì e martedì di ogni mese. Luoghi e orari saranno gli stessi: a Bellinzona, di lunedì, all'albergo La Tureta di Giubiasco alle ore 20, a Lugano, di martedì, all'Albergo Villa Castagnola alle 16:30 e alle 20.

Settembre: Leonardo Sciascia, "Il giorno della civetta", Adelphi

Ottobre: Arno Camenisch, "Ultima neve", Keller e Georges Simenon, “Il treno”, Adelphi

Lunedì 4 Novembre e martedì 5 novembre: Sandor Màrai, "Le braci", Adelphi

Lunedì 2 dicembre e martedì 3 dicembre: Fred Uhlman, "L'amico ritrovato" in "Trilogia del ritorno", Guanda

News

Circoli di Lettura: 2020

03novembre
2019

Ecco primi due titoli per febbraio e marzo 2020:

Friedrich Dürrenmatt, "La promessa", Adelphi

Ernest Hemingway, "Festa mobile", Mondadori

Novità da leggere

Marie la strabica

08novembre
2019

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Novità da leggere

Impalcature (Il romanzo del ritorno)

01novembre
2019

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Novità da leggere

Camera 112

25ottobre
2019

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Novità da leggere

Tempo curvo a Krems

18ottobre
2019

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Novità da leggere

Pietro e Paolo

11ottobre
2019

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Novità da leggere

Ultima neve

20settembre
2019

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Novità da leggere

Dopo le fiamme

13settembre
2019

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Novità da leggere

La bella Fanny

06settembre
2019

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Novità da leggere

L’insostenibile leggerezza degli scone

07giugno
2019

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Novità da leggere

La forza di gravità

24maggio
2019

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Novità da leggere

Il dono di Arianna

17maggio
2019

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Novità da leggere

Le parole sono importanti

03maggio
2019

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Novità da leggere

Rien ne va plus

15febbraio
2019

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Novità da leggere

Il tunnel

25gennaio
2019

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Blog

Le braci. Una nota

08novembre
2019

(mf) Riflessione ulteriore su “Le braci”, di Sándor Márai (su cui abbiamo appena lavorato). Non avevo approfondito bene un aspetto che qualcuno dei nostri Circoli mi ha aiutato ad analizzare. Lo faccio ora. Alla fine forse tutta la nottata rievocativa del Generale è un puntiglioso ma signorile scrupolo di riepilogo per una preparazione alla morte. Un rito di pacificazione (soprattutto con se) e di commiato. Quando i due uomini anziani, Henrik il Generale e Konrad l’amico tornato dopo 41anni, si congedano per sempre, con una stretta di mano e un inchino, Henrik rientra, stanco e quietato, ordina di riappendere il ritratto della moglie morta, da decenni staccato. Quella sera ha saputo da Nini, la vecchissima nutrice, che Krystina ha invocato il suo nome sul letto di morte e lui ha potuto tirar fuori dal suo profondo tutta la macerazione di dolore, risentimento e orgoglio di fronte all’amico (ma come se l’amico fosse una specie di necessario fantasma interlocutore, che assorbe domande ma non emette risposte: l’esser venuto lì dopo 41 anni a lasciarlo parlare è stato l’ultimo dono di una amicizia sempre vera ). Ora il Generale può rientrare, pacificato, in casa. Ora può morire, ormai disinteressato al vivere. L’amico è tornato a dire l’amicizia ed è ripartito per sempre, stanco anche lui di vivere. Krystina è morta, lo attende nel grande Mistero “di là” (attende lui, che lei ha invocato nell’agonia). E allora la vecchia, raggrinzita, giallastra balia Nini (la giovane nutrice parafrasi della vita che lo accudì e nutrì alla nascita e lo abbracciò stretto guarendolo da piccolo, e ora vecchia parafrasi della morte) gli traccia un segno della croce sulla fronte (battesimo rovesciato, della fine) e infine lo bacia. Il bacio dell’addio, della morte. Riposa in pace, finalmente, Henrik. Il senso della accorata, densa nottata è in quel finale. Il senso di tutta la vita è, inesorabilmente e per tutti, l’uscire dalla vita. In pace o no, spalancati sul buio della voragine del Nulla oppure sulla ineffabile luce del “Mistero”. Henrik, soldato fedele di un Impero già morto, è giunto, rasserenato, all’ultimo passo. Ha perdonato quel che forse c’era da perdonare a Konrad e a Krystina, ha chiesto perdono per sé in una lunghissima “confessione”. E adesso, mentre la notte sta per finire dentro un’alba che a lui non interessa più, può morire.

Blog

Circoli: il libro di dicembre

01novembre
2019

Nei Circoli di lettura di Bellinzona (2 dicembre, ore 20:00, Albergo La Tureta) e Lugano (ore 16:30 e 20:00, Albergo Villa Castagnola) il libro su cui lavoreremo è: Fred Uhlman, "L'amico ritrovato". Il romanzo, molto breve, esiste anche da solo (Feltrinelli) ma si consiglia di leggerlo dentro "La trilogia del ritorno" (Guanda) con la quale lo scrittore tedesco (1901-1985) ha completato in un ciclo questo suo primo racconto del 1971 che suscitò grande apprezzamento e anche viva emozione in tutto il mondo. Si cominci con L'amico ritrovato; chi ha voglia e tempo legga anche gli altri due titoli. Poi: per chi voglia per tempo mettere fieno di lettura in cascina, ecco i titoli per febbraio e marzo 2020: Friedrich Dürrenmatt, "La promessa", Adelphi e Ernest Hemingway, Festa mobile, Mondadori

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Dürrenmatt: riecco "La promessa"

25ottobre
2019

Lo si attendeva da tempo, il ritorno in libreria, in lingua italiana, di uno dei più folgoranti romanzi di Friedrich Dürrenmatt, il grande scrittore svizzero (1921-1990), "La promessa". La casa editrice Adelphi, che ha acquisito i diritti dell'opera di Dürrenmatt e ne sta traducendo i titoli maggiori, manda appunto proprio in questi giorni nelle librerie questo romanzo giallo il cui sottotitolo, tuttavia, è "un requiem per il romanzo giallo": un'ennesima e spiazzante contraddizione voluta, un depistaggio di senso tipici di Dürrenmatt. La nuova traduzione è opera della svizzera Donata Berra, che vive a Berna. Volete una frase, fra le mille, del romanzo? Eccola: "Niente è più crudele di un genio che inciampa in qualcosa di idiota". Ne riparleremo. I nostri Circoli di lettura lavoreranno comunque sul romanzo nel mese di febbraio del 2020.

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Memoria dei libri

18ottobre
2019

I totalitarismi, quando vogliono bruciare la libertà, bruciano i libri. Ray Bradbury (1920-2012), scrittore di fantascienza “seria”, aveva descritto nel suo romanzo “Fahrenheit 451” (del 1951) i roghi dei libri attraverso le vicende del pompiere Montag, strumento di un Grande Fratello censorio, per fortuna ravvedutosi. Ne nacque anche il bel film omonimo François Truffaut (1961): strepitosa la scena in cui, camminando nel bosco sotto il nevischio, donne e uomini, giovani e vecchi, leggono più volte a voce alta dei libri sottratti clandestinamente ai roghi per mandarli a memoria e così salvarli e tramandarli: la civiltà della scrittura salvata da quella dell’oralità…

(Un anno fa il regista statunitense di origine iraniana Ramin Bahrani ha realizzato un suo remake di “Fahrenheit 451”, segno che la resistenza dei libri contro le censure, i totalitarismi e l’atrofia culturale è un imperativo morale e di libertà che non trascolora).

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