Circolo dei Libri

Per condividere con altri il gusto della lettura, che per principio è individuale ma poi può anche farsi compagnia.

13dicembre
2019

Anthony Trollope, "Natale a Thompson Hall", Sellerio
Dino Buzzati, "Il panettone non bastò", Mondadori

News

Circoli di Lettura: 2020

03novembre
2019

Ecco primi due titoli per febbraio e marzo 2020:

Friedrich Dürrenmatt, "La promessa", Adelphi

Ernest Hemingway, "Festa mobile", Mondadori

Novità da leggere

Il treno per Istanbul

06dicembre
2019

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Novità da leggere

L’ultima intervista

22novembre
2019

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Novità da leggere

La promessa

15novembre
2019

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Novità da leggere

Marie la strabica

08novembre
2019

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Novità da leggere

Impalcature (Il romanzo del ritorno)

01novembre
2019

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Novità da leggere

Camera 112

25ottobre
2019

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Novità da leggere

Tempo curvo a Krems

18ottobre
2019

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Novità da leggere

Pietro e Paolo

11ottobre
2019

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Novità da leggere

Ultima neve

20settembre
2019

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Novità da leggere

Dopo le fiamme

13settembre
2019

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Novità da leggere

La bella Fanny

06settembre
2019

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Novità da leggere

L’insostenibile leggerezza degli scone

07giugno
2019

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Novità da leggere

La forza di gravità

24maggio
2019

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Novità da leggere

Il dono di Arianna

17maggio
2019

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Novità da leggere

Le parole sono importanti

03maggio
2019

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Blog

Un re a Göschenen

13dicembre
2019

Alzi una mano chi avrebbe osato pensare che Göschenen (primo villaggio, con poco “appeal”, al versante nord della galleria del San Gottardo) potesse essere il teatro di un importante romanzo. Eppure è accaduto, grazie allo scrittore Guido Morselli (1912-1973). C’è di mezzo un re. Umberto I di Savoia nel 1889 (esattamente 130 anni fa) ha qualche problema di liquidità e non gli bastano le entrate dell’appannaggio reale. Decide allora di vendere un po’ sottobanco un castelletto, cui è interessata una ricca signora tedesca che soggiorna a Wassen, lambito da pochi anni dalla poderosa invenzione della ferrovia del San Gottardo e dove si respira aria buona. Re Umberto si mette in incognito, assume il nome di un conte e con un seguito ridotto al minimo si reca nel canton Uri per negoziare la vendita. Si stabilisce in un albergo di Göschenen e lì si dipana la storia curiosa, un po’ clandestina e un po’ seduttiva di questo monarca sabaudo a caccia di soldi e non insensibile alle gonnelle. “Divertimento 1889” è godibile, arioso, con tratti di minuetto spumeggiante dove si impastano il travestimento del re, la seduzione amorosa e gli affari. A fine ‘800 la nuova ferrovia era una realtà possente e i numerosi villeggianti stranieri scendevano ogni sera sul quai della stazione per il rito sociale del passaggio degli sbuffanti convogli che avevano il fascino di una Europa in viaggio. Oggi non più. A Göschenen resta su alcune vetuste facciate la traccia labile di antiche insegne (Hotel Glacier, o Skt Gotthard…), segni archeologici di un’epoca scomparsa che rivive nell’invenzione curiosa di uno scrittore che qui era in stato di grazia.

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Un'eco di Eco

06dicembre
2019

Umberto Eco (1932-2016) in una sua "Bustina di Minerva" ("Espresso", anni '90):

"Si può essere colti sia avendo letto dieci libri che dieci volte lo stesso libro. Dovrebbero preoccuparsi solo coloro che di libri non ne leggono mai. Ma proprio per questa ragione essi sono gli unici che non avranno mai preoccupazioni di questo genere".

Un pensiero fulminante che dice il vero. Soprattutto per la preziosità, oltre che della lettura, anche della rilettura. In quanto al fatto che chi non legge libri non se ne preoccupa, è evidente. Ma non ci deve essere in questa evidenza lo snobismo di chi pensa che i lettori siano migliori, persino moralmente, dei non lettori. Non è vero. Semmai si può azzardare un'analogia con l'innamoramento. Se uno è innamorato e la persona amata è lontana, ne ha nostalgia. E quando la persona amata ritorna, la abbraccia con gran piacere. Se uno non è innamorato, non può provare nessuna nostalgia per l'assenza e nessun piacere per il ritorno. Ma può star bene lo stesso.

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Calvino e il mare di libri

29novembre
2019

Usciva 40 anni fa “Se una notte d’inverno un viaggiatore” (allora Einaudi, oggi in una nuova edizione Mondadori) di Italo Calvino (nella foto). Un romanzo già in quegli anni “post-moderno”, che è un labirintico gioco narrativo e parla di libri in un libro e dell’impossibilità della narrativa di cogliere la realtà in modo totalizzante: essa, scappando attraverso le scorciatoie dell’invenzione, sfugge sempre di lato. Ma qui come lettori ci interessa l’ironico inizio:

“Già nella vetrina della libreria hai individuato la copertina col titolo che cercavi. Seguendo questa traccia visiva ti sei fatto largo nel negozio attraverso il fitto sbarramento dei Libri Che Non Hai letto che ti guardano accigliati dai banchi e dagli scaffali cercando di intimidirti…Sventando questi assalti, ti porti sotto le torri del fortilizio, dove fanno resistenza I Libri Che Da Tanto tempo Hai In Programma Di leggere, I Libri Che Da Anni Cercavi Senza Trovarli, I Libri Che Riguardano Qualcosa Di Cui Ti Occupi In Questo Momento, I Libri Che Vuoi Avere Per Tenerli A Portata Di Mano In Ogni Evenienza,I Libri Che Potresti Mettere Da Parte Per Leggerli Magari Quest’Estate, I Libri Che Ti Mancano Per Affiancarli Ad Altri Libri Nel Tuo Scaffale, I Libri Che Ti Ispirano Una Curiosità Improvvisa, Frenetica E Non Chiaramente Giustificabile. Ecco che ti è stato possibile ridurre il numero illimitato di forze in campo…anche se questo relativo sollievo ti viene insidiato dalle imboscate dei Libri Letti Tanto tempo Fa Che Sarebbe Ora Di Rileggerli e dei Libri Che Hai Sempre Fatto Finta D’Averli Letti Mentre Sarebbe Ora Ti Decidessi A Leggerli Davvero.”

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Il graffio di Sciascia

22novembre
2019

30 anni fa (20 novembre) moriva Leonardo Sciascia: scrittore, uomo di pensiero critico e libero. Da "Nero su nero" (Einaudi), un suo "diario":

"Rifletto su me stesso: e che sono sempre, facendo letteratura o parlandone, un maestro di scuola. Non riesco, cioè, ad amare tutta la letteratura; e anzi molta ne respingo, ne ignoro, ne voglio ignorare. Picasso diceva: ‘sono come gli ubriaconi, che amano qualsiasi vino: la pittura mi piace tutta’. E così è: a un vero pittore dovrebbe piacere tutta la pittura, a un vero letterato tutta la letteratura. Non sono dunque (ma lo sapevo già) un vero letterato”.

Sciascia sa bene che questo è un paradosso, sa quanto non sia vero che a un vero pittore debba piacere tutta la pittura (nemmeno Picasso poteva esserne convinto) e a un vero letterato tutta la letteratura. Difendere tutti i libri soltanto perché sono libri è una specie di ideologismo intellettuale, che cozza contro la libertà di amare intensamente dei libri, di detestarne altri, di restare indifferenti su altri ancora. Del resto Sciascia in un altro suo appunto graffia:

“Non amo frequentare i salotti e i caffè letterari: le riunioni di persone intelligenti mi pare producano, non so perché, astrale cretineria. Pertanto preferisco il Circolo del mio paese”.

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