Circolo dei Libri

Per condividere con altri il gusto della lettura, che per principio è individuale ma poi può anche farsi compagnia.

01luglio
2022

Yasmina Reza, “Serge”, Adelphi

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News

Circoli di lettura: il libro di giugno

29aprile
2022

Martedì 7 giugno a Lugano (alle ore 16:30 e alle ore 20, all'Albergo Villa Castagnola) e lunedì 13 giugno a Bellinzona, all'albergo La Tureta di Giubiasco alle ore 20, abbiamo lavorato sul libro:

Yasmina Reza, "Serge", Adelphi

News

Circoli di lettura 2022

24dicembre
2021

CIRCOLI DI LETTURA
Ecco i libri su cui abbiamo lavorato nel corso del nostro programma "inverno-primavera 2022" a Bellinzona e Lugano

Lunedì 7 marzo e martedì 8 marzo:
Cesare Pavese, “La casa in collina”, Einaudi

Lunedì 4 aprile e martedì 5 aprile:
Massimo Gezzi, “Le stelle vicine”, racconti, Bollati Boringhieri, alla presenza dell'autore.

Lunedì 2 maggio e martedì 3 maggio: lavoreremo su due testi brevi:
“Il giardino dei ciliegi” di Anton Cechov (Einaudi) e
“I morti”, di James Joyce.
Questo ultimo titolo è ottenibile sia a se stante (Einaudi, Passigli, Mondadori), sia nella raccolta di cui fa parte, “Gente di Dublino” (Einaudi, Feltrinelli, Mondadori, Garzanti).

Martedì 7 giugno a Lugano e lunedì 13 giugno a Bellinzona:
Yasmina Reza, "Serge", Adelphi


Novità da leggere

Serge

01luglio
2022

Continua

Novità da leggere

Le malorose (Confidenze di una levatrice)

17giugno
2022

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Novità da leggere

L'ultimo movimento

03giugno
2022

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Novità da leggere

La sera sulle case

07maggio
2022

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Novità da leggere

Il rovescio dell’abito

22aprile
2022

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Novità da leggere

Dell'anima non mi importa

08aprile
2022

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Novità da leggere

Settimana nera

11marzo
2022

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Novità da leggere

La figlia unica

26febbraio
2022

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Novità da leggere

Il club delle vacche grasse

11febbraio
2022

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Novità da leggere

Quel maledetto Vronskij

28gennaio
2022

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Novità da leggere

Crossroads

14gennaio
2022

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Novità da leggere

Anno bisestile

17dicembre
2021

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Novità da leggere

La felicità del lupo

04dicembre
2021

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Novità da leggere

Di chi è la colpa

12novembre
2021

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Novità da leggere

Le stelle vicine

29ottobre
2021

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Novità da leggere

Due vite

17settembre
2021

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Blog

Yehoshua, ricordo di un incontro

24giugno
2022

(m.f.) Di Abraham Yehoshua, scomparso il 14 giugno scorso all’età di 86 anni, abbiamo detto brevemente nel nostro ultimo scritto sul BLOG del nostro sito. Il grande scrittore israeliano andrebbe ora soprattutto letto e riletto, che è poi il modo migliore per tenere in vita, attraverso la sua opera, un autore. Personalmente ricordo un bell’incontro con Yehoshua a Lugano, il 9 maggio del 2016 (vedi foto). Davanti a seicento persone, nell’Aula Magna dell’USI, ebbi l’emozione di intervistare quel grande scrittore, di cui avevo letto e apprezzato tutti i romanzi. Ne nacque un colloquio fervido, con lui in forma smagliante e pronto a parlare, riflettere, spiegare e giudicare, davanti a un pubblico attentissimo. L’incontro fu registrato e una trascrizione dell’intervista fu poi pubblicata sul numero 2 del 2016 della rivista culturale Cenobio, per iniziativa del suo direttore Pietro Montorfani. Ritaglio qui un breve passaggio di quell’intervista, rimandando eventualmente per la forma integrale alla redazione di Cenobio (info@edizionicenobio.com.

Avevo posto a Yehoshua una domanda sulla sua capacità di immedesimarsi nei suoi personaggi come se egli stesso in qualche modo si reincarnasse in essi: parlando in quell’occasione del personaggio femminile di Noga (protagonista di quello che allora era il suo ultimo riomanzo, “La comparsa”) gli chiesi come facesse lui a entrare cosi profondamente nella psiche e negli umori di una donna. Ecco cosa mi rispose Yehoshua:

“Potrei citare un breve aneddoto che ha per protagonista il grande scrittore ebraico Isaac B. Singer. Alla sua nascita, la madre chiese se aveva dato alla luce un maschio o una femmina e le fu risposto che non era nato né un maschio né una femmina, bensì uno scrittore. Questo a significare che uno scrittore non è uomo, né donna, ma in qualche modo li contiene entrambi. Senza dimenticare che nel panorama della letteratura ci sono anche i cani e tutti gli altri animali… Qui stanno l’abilità e il miracolo dell’immedesimazione letteraria, che per sua natura non ha confini… Comunque quella di descrivere una donna, con tutte le complessità del suo animo e della sua intimità, è una grande sfida per uno scrittore maschio. Mi piace cogliere questa sfida…”.

Penso oggi, dopo aver riletto (quale omaggio alla memoria dello scrittore appena morto) il bellissimo “L’amante”, ai formidabili due personaggi femminili di Asya e di sua figlia Dafi: Yehoshua ha saputo anche lì, eccome, raccogliere quella grande sfida letteraria di entrare, da maschio, nel cuore profondo di una donna.

Blog

Yehoshua addio

18giugno
2022

Dopo Amos Oz, scomparso 4 anni fa, se ne è andato ora anche Abraham Yehoshua, all'età di 86 anni. Della prodigiosa terna di grandi scrittori israeliani che per decenni hanno costituito la punta eccellente del profondo e stupefacente iceberg fecondo della narrativa israeliana, ora rimane in vita, quasi orfano dei due altri compagni di strada e di scrittura, David Grossman. Di Yehoshua andrebbe detto molto, moltissimo, per la sua complessità di narratore denso e accurato, che impasta le sue storie private dentro l'humus civile dell' Israele d'oggi (ma anche con affondi nella storia), di cui coglie la realtà piena e senza sconti ma soprattutto vivida, mobile, accesa, verissima. Ci limitiamo qui, per il momento, a qualche appunto. Yehoshua è stato troppe volte definito "scrittore della pace", quale intellettuale impegnato a fronte della ferita non suturata del dramma Israelo-palestinese. Ma ad essere grande non è tanto lo Yehoshua "politico", che pure ha espresso giudizi forti e mai banali (diremo nondimeno appena che, seppur critico più volte verso errori e limiti di vedute dei vari governi israeliani, non ha mai cessato di essere un difensore della causa israeliana di fondo, che è quella di avere il diritto di esistere contro chi da oltre 70 anni ne vuole la distruzione). Ma Yehoshua è soprattutto narratore di vite e di vita, suscitatore di esistenze vibranti, di tumulti sentimentali, di fallimenti privati affettivi e di eccentricità esistenziali, in uno scavo profondo e originale degli animi umani. Le sue storie profumano, cantano, sussurrano, suonano. E il battito della quotidianità e delle vite si iscrive dentro un tessuto civile realissimo, molto spesso in una co-presenza a specchio di una realtà israeliana e di altri scenari, per esempio europei (lo scrittore ha amato molto l'Europa, ha vissuto a Parigi, ha visitato più volte anche l'Italia). Come tutti gli autori, anche Yehoshua ha avuto una sua comprensibilissima discontinuità: oso dire per esempio che gli ultimi quattro suoi romanzi appaiono a mio giudizio un po' meno poderosi degli altri. Fra i suoi numerosi titoli indico in modo del tutto soggettivo quelli che a parere mio sono i più forti e solidi, e aggiungo un aggettivo: possenti. Eccoli: "L'amante", "Un divorzio tardivo", "La sposa liberata", "Il responsabile delle risorse umane", "Fuoco amico". Altri risultano forse sia più "difficili" ma anche sia gravati da qualche densità farraginosa in eccesso. Ne riparleremo.

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I 60 anni di un grande romanzo

10giugno
2022

Arte nelle pagine

Veniva pubblicato 60 anni fa, nel 1962, "Il giardino dei Finzi Contini", di Giorgio Bassani, uno dei grandi romanzi del Novecento italiano. Nella primissima edizione Giorgio Bassani volle inserire, a metà libro, fra pagina 88 e pagina 89, la riproduzione (nella nostra immagine) di una stampa di Giorgio Morandi, dal canto suo uno dei grandi artisti italiani del Novecento. Il titolo dell'incisione è "Campo da tennis" e l'opera evoca il campo da tennis del giardino in cui i giovani protagonisti nel corso di un autunno si scambiano colpi di racchetta, battute, turbamenti, risate, amori, prima che la bufera della guerra e delle deportazioni razziali spazzi via tutto.

"Il giardino dei Finzi-Contini" è una storia d’amore (incerta, asimmetrica, intensa, struggente) dentro il cerchio di un ampio e lussureggiante giardino esclusivo di sospesa salvezza e dentro il più ampio e drammatico cerchio dell’onda montante delle leggi razziali antiebraiche nell’Italia fascista. Siamo a Ferrara, fine anni ’30. Accanto all'Io narrante protagonista, studente ebreo di famiglia borghese, spicca la figura forte e affascinate e contraddittoria di Micòl, di "aristocratica" famiglia ebraica, giovane donna bella e ineffabile, che diffidava del futuro (che del resto sarebbe stato ben presto rovinoso) ma amava il presente e soprattutto il passato: “il caro, il dolce, il pio passato”.

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Nei romanzi batte la vita

03giugno
2022

Brano di un dialogo da “Il giardino di Amelia”, di Marcela Serrano (Feltrinelli), uscito da pochi mesi:

“Quando penso a tutte le cene cui ho partecipato, a tutti i neuroni che ho logorato, a tutti gli sforzi per ascoltare chiacchiere di cui non mi importava un fico secco, sempre e solo per connettermi con gli altri, perché pensavo, in tutta onestà, che di questo si trattasse. Di essere connessi. Panzane! Delle gran panzane”.

“Bè, non è neanche il caso di vivere come gli eremiti, sarebbe utopistico”.

“Eppure imparo più cose sulla natura umana dai romanzi che dalle creature in carne e ossa. Credimi, posso scorgere la grandezza e le miserie, le luci e le ombre di ciascuno, l’ambiguità, quanto buoni e quanto cattivi possiamo essere. Insomma, là dentro incontro la vita”.

Bella riflessione, anche condivisibile A patto poi di saper uscire ogni tanto dai romanzi, rafforzati dalla conoscenza della vita là dentro acquisita, ed entrare nella vita vera, sperimentando, toccando la realtà.

(Immagine: Medardo Rosso (1858-1928) “Uomo in lettura”)

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