Circolo dei Libri

Per condividere con altri il gusto della lettura, che per principio è individuale ma poi può anche farsi compagnia.

01giugno
2018

Bisbigli e tazze di tè

Barbara Pym, "Un sacco di benedizioni", La Tartaruga

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News

Circoli di lettura, autunno 2020

18giugno
2020

Ecco il programma dei Circoli di lettura per l'autunno 2020 e una sintesi dei libri.

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Novità da leggere

Desiderio

01maggio
2020

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Novità da leggere

Olive, ancora lei

10aprile
2020

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Novità da leggere

Il signor Cardinaud

27marzo
2020

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Novità da leggere

Ah, l’amore l’amore

18marzo
2020

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Novità da leggere

"Resoconto", "Transiti" e "Onori"

28febbraio
2020

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Novità da leggere

Il ciarlatano

21febbraio
2020

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Novità da leggere

Auður Ava Ólafsdóttir

31gennaio
2020

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Novità da leggere

La spia corre sul campo

24gennaio
2020

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Novità da leggere

Il caffè degli uomini avvenenti

17gennaio
2020

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Novità da leggere

Il treno per Istanbul

06dicembre
2019

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Novità da leggere

L’ultima intervista

22novembre
2019

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Novità da leggere

La promessa

15novembre
2019

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Novità da leggere

Marie la strabica

08novembre
2019

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Blog

QUANTE VITE

10luglio
2020

"Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito... perché la lettura è un'immortalità all'indietro".

UMBERTO ECO

(immagine: La lettrice, Vincent van Googh)

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L'ignoto ignoto

03luglio
2020

"Il libro perfetto è sullo scaffale in alto, nell'angolo a portata della tua mano. L'ignoto ignoto, ciò che non sapevo di non sapere, è lì che ti aspetta in fondo alla libreria". Così scrive Mark Forsyth in un piccolo libro che l'editore Laterza un giorno scoprì per caso bighellonando in una libreria di Londra. Parlava di come sugli scaffali l'occhio ti può cadere causalmente su una copertina, un titolo, e così scopri un volume che non conoscevi, una bellezza che non sapevi e non sapevi nemmeno di non sapere. L'editore ne fu colpito e decise subito di far tradurre il libriccino per lettori curiosi e di pubblicarlo in italiano: eccolo qua, piccolissimo, pochi centimetri di superficie, nemmeno 30 pagine, 2 Euro di costo. Gustoso. Ci sono libri che sappiamo che esistono, anzi ne sentiamo parlare molto, ma non li abbiamo letti. "Ma ci sono anche", scrive Forsyth, "libri di cui non ho mai sentito parlare e, non avendone mai sentito parlare, non mi rendo neppure conto di non aver letto". Ogni tanto ci si imbatte, in libreria, in questo "ignoto ignoto". E talvolta ne nasce una festa di lettura: "Una ricchezza inaspettata", commenta nell'introduzione Giuseppe Laterza, "un patrimonio da scoprire ogni volta che attraversiamo la soglia di una libreria"

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I finali cambiati

26giugno
2020

"Mia madre mi raccontò che le prime cose che io scrissi furono continuazioni delle storie che leggevo, perché mi dispiaceva che finissero, oppure volevo cambiare il finale. E forse è ciò che ho fatto per tutta la vita senza saperlo."

Mario Vargas Llosa, dal discorso tenuto a Stoccolma il 7 dicembre 2010, quando gli fu attribuito il Premio Nobel per la Letteratura.

In questa rivelazione del proprio desiderio infantile di continuare o cambiare le storie che aveva appena letto, Mario Vargas Llosa conferma la ineffabile commistione fra l'intenzione dello scrittore e la percezione del lettore; e conferma che ogni storia inventata può avere code di desiderio, nella mescolanza fra lettura e interpretazione, nella continua "ri-creazione della realtà" (che è poi una delle più adeguate definizioni della letteratura). Infine: un bambino, o una bambina, che scrivendo continuano una storia appena letta o ne cambiano il finale, sono destinati a diventare scrittori, o perlomeno a provarci.

Illustrazione: Pablo Picasso, "La lecture de la lettre", 1921

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I nostri libri d'autunno

19giugno
2020

Una sintesi dei libri su cui lavoreremo in autunno con i nostri circoli di lettura

Philip Roth, “Nemesi”, Einaudi
Scritto 10 anni fa da Roth, questo romanzo racconta con profonda intensità e struggimenti morali narrati benissimo, le vicende di una epidemia di poliomielite nel 1944 (quando ancora non esisteva il vaccino per quella malattia) a Newark, negli Stati Uniti. Un Roth diverso dal solito ma sempre grande.

Paolo Di Stefano, “Noi”, Bompiani
Un romanzo poderoso, intenso, spietato e commovente, urticante e tenero. 600 pagine (leggetelo per tempo e a tempo continuato, se potete) per una specie di regolamento di conti esistenziale, piscologico e morale fra l’autore e il proprio passato vero, familiare. Di Stefano viaggia fra sud e nord, fra passato e presente, dalla morte - centrale - di un fratellino per leucemia, tornando indietro alla giovinezza pre-matrimoniale di un padre inquieto, ansioso, ferito da una cupezza familiare siciliana, fino ai decenni trascorsi in Ticino, nella Viganello dagli anni ’60 in avanti, e infine al giorno d’oggi, tempo di bilanci, struggimenti, pacificazioni.

Antonio Tabucchi, “Sostiene Pereira”, Feltrinelli
Un romanzo italiano che si svolge nelle chiare luci atlantiche di Lisbona, scritto con ariosa e meticolosa, apparente semplicità. Un oscuro, solitario giornalista culturale minore, Pereira, attraversa una faticosa e sudaticcia estate lusitana fra piccole mediocrità e ambizioni sfibrate, incontrando umilmente lo sbocco di un eroismo morale e civile.

Henry James, “Washington Square”, Garzanti
Pubblicato nel 1880, questo romanzo precede di pochi anni i grandi racconti di Anton Cechov (e così chi ha lavorato con noi su Cechov potrà scoprire come e che cosa scriveva un suo quasi coetaneo dall’altra parte del mondo). Non leggete la prefazione, difficile, semmai leggetela dopo. Un romanzo che sembra un teatro, con pochissimi protagonisti: un padre ricco e severo e vedovo, una figlia unica insignificante (e tuttavia…), un pretendente corteggiatore bello e spregiudicato, un confitto fra padre e figlia al tempo in cui i padri entravano prepotentemente nel destino delle figlie, una zia sentimentale e arruffona. Tutto qui. Ma basta, se tutto è cucito con il finissimo filo della narrativa di Henry James, attentissimo ai grovigli psicologici e alle grandi recite sociali dell’aristocrazia (in questo caso americana).

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