Circolo dei Libri

Per condividere con altri il gusto della lettura, che per principio è individuale ma poi può anche farsi compagnia.

15febbraio
2019

Antonio Manzini, "Rien ne va plus", Sellerio

LEGGI LA RECENSIONE

News

I libri per il 2019

21dicembre
2018

Per i Circoli di lettura di BELLINZONA e LUGANO ecco i libri su cui lavoreremo nella prima parte del 2019:

Bellinzona, lunedì 4 febbraio, e Lugano, martedì 5 febbraio:
Erich Maria Remarque,"Niente di nuovo sul fronte occidentale", Neri Pozza
(e Ernest Hemingway, "Addio alle armi", Oscar Mondadori:
nel centenario appena ricordato della fine della Guerra 1914-1918 sarebbe bello leggerli entrambi; se si deve scegliere, si legga il primo).

Bellinzona, lunedì 11 marzo (dopo la settimana di carnevale), e Lugano, martedì 12 marzo:
Amos Oz, "La vita fa rima con la morte", Feltrinelli (ricordando il grande scrittore israeliano appena scomparso)

Bellinzona, lunedì primo aprile, e Lugano, martedì 2 aprile:
Gustave Flaubert, "La signora Bovary", Einaudi, Feltrinelli

Bellinzona, lunedì 6 maggio, e Lugano, martedi 7 maggio:
Vladimir Nabokov, "La gloria", Adelphi

(Per i titoli e le date di Vacallo e Lucerna, informazioni seguiranno)

Novità da leggere

Rien ne va plus

15febbraio
2019

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Novità da leggere

Il tunnel

25gennaio
2019

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Novità da leggere

Il delitto di Kolymbetra

11gennaio
2019

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Novità da leggere

L’amore

04gennaio
2019

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Novità da leggere

Addio fantasmi

16novembre
2018

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Novità da leggere

La danza dell’orologio

02novembre
2018

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Novità da leggere

Tutto potrebbe andare molto peggio

12ottobre
2018

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Novità da leggere

Patria

20luglio
2018

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Novità da leggere

Berta Isla

06luglio
2018

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Blog

Ancora su Abraham Yehoshua

15febbraio
2019

Ancora su “Il tunnel”, di Abraham Yehoshua, qui recensito (video e recensione). Alcuni amici lettori mi hanno comunicato il loro apprezzamento per il romanzo. Anche la nostra recensione risulta positiva e prende atto della confermata forza narrativa e dell’originalità stilistica ed espressiva dello scrittore, inconfondibile nel suo racconto della realtà quale osservatore attento di gesti, dialoghi, atmosfere, luoghi: le sue pagine sembrano talvolta delle vere registrazioni fedeli in presa diretta (quasi sonore e visive) di ciò che accade, sistemate con un montaggio agile. Altri amici lettori hanno espresso alcuni dubbi, soprattutto sulla seconda parte e sul finale e con riferimento all’aspetto più psicanalitico-simbolico del romanzo. Non hanno torto. L’aspetto più convincente de “Il tunnel” è proprio il racconto della quotidanità relazionale, del rapporto coniugale sperimentato e trepido fra i due coniugi abbastanza anziani, con la complicazione emotiva e l’ansia e l’affetto in gioco derivati dall’avvisaglia della malattia del protagonista. Anche il rapporto fra il presente da pensionato e la ricognizione reale e sentimentale sul vecchio luogo di lavoro tocca corde umanissime. Più sfuggente, a volte enigmatica fino alla incomprensibilità, è la parte “del deserto”, con una insistenza voluta ma non sempre snellita su “segni” allusivi, e poi le figure strane di quegli arabi clandestini di incerta e vaga identità; e, ancora, la figura e il ruolo della giovane donna (diversamente ma certamente concupita da vari attori maschili del romanzo). Insomma, un grande scrittore, Yehoshua, da prendere però con le “pinze” di una lettura critica attenta. Quando è tentato dal filone espressivo psicanalitico (come negli ultimi romanzi, soprattutto “La scena perduta”), Yehoshua lascia appannare un poco la sua formidabile capacità di raccontare il reale con grande sensibilità, anche riguardo alla complessa situazione umana e culturale della società israeliana odierna.


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Non c'è tempo per leggere tutti i libri

08febbraio
2019

Un buon libro è un libro che si ha voglia di rileggere, prima o poi. Il problema è che per sapere se un libro si avrà voglia di leggerlo una seconda volta, bisogna leggerlo una prima volta. E spesso è tempo sprecato. Il lettore accorto matura a poco a poco un suo istinto, un suo fiuto per capire al volo se un libro valga la pena di essere letto. O, meglio, se a quel libro valga la pena di dedicare alcune ore della propria vita. Ci sono così tante cose belle da fare (e da leggere), nella vita, che non vale la pena sprecare tempo.

Nell'immagine: Manuela Generali, Hartos libros, olio (courtesy dell'artista). Manuela Generali, 1948, è una artista svizzera, è nata e cresciuta a Lugano ma da molti decenni vive in Messico, dove è una pittrice affermata e molto apprezzata dalla critica.

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Già 40 anni fa: quanti libri!

02febbraio
2019

Compie 40 anni un romanzo strano, avvolgente, labirintico, sperimentale di Italo Calvino (1923-1985, nella foto). In "Se una notte d'inverno un viaggiatore"(Einaudi), egli ironizza (un po' sul serio) sull'affastellarsi dei libri che affollano i nostri desideri sconfinati di lettura, naturalmente impossibili. E usa le maiuscole retoriche...

“Già nella vetrina della libreria hai individuato la copertina col titolo che cercavi. Seguendo questa traccia visiva ti sei fatto largo nel negozio attraverso il fitto sbarramento dei Libri Che Non Hai letto che ti guardano accigliati dai banchi e dagli scaffali cercando di intimidirti…Sventando questi assalti, ti porti sotto le torri del fortilizio, dove fanno resistenza I Libri Che Da Tanto tempo Hai In Programma Di leggere, I Libri Che Da Anni Cercavi Senza Trovarli, I Libri Che Riguardano Qualcosa Di Cui Ti Occupi In Questo Momento, I Libri Che Vuoi Avere Per Tenerli A Portata Di Mano In Ogni Evenienza,I Libri Che Potresti Mettere Da Parte Per Leggerli Magari Quest’Estate, I Libri Che Ti Mancano Per Affiancarli Ad Altri Libri Nel Tuo Scaffale, I Libri Che Ti Ispirano Una Curiosità Improvvisa, Frenetica E Non Chiaramente Giustificabile (...), I Libri Letti Tanto tempo Fa Che Sarebbe Ora Di Rileggerli e I Libri Che Hai Sempre Fatto Finta D’Averli Letti Mentre Sarebbe Ora Ti Decidessi A Leggerli Davvero.”

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Isaac Singer e il caos amoroso di un uomo

25gennaio
2019

Adelphi regala ai lettori di lingua italiana un romanzo corposo, di aspra vivezza drammatica, dovuto alla grandezza di Isaac Bashevis Singer (1904-1991). Isaac Singer, premio Nobel nel 1978, dalla Polonia nativa migrò con la famiglia da ragazzo negli U.S.A, in fuga dal nazismo (al pari del fratello Israel, morto più giovane e anch’egli scrittore di razza - nei nostri Circoli abbiamo lavorato su “La famiglia Karnowsky”- e della sorella Esther, scrittrice pure lei). Autore di grandi romanzi in yiddish (l’impasto linguistico degli ebrei dell’est europeo decimati dall’Olocausto), Israel Singer fu cantore accorato della scia di umanità resistente dopo la catastrofe della Shoa, e della memoria di un mondo travolto per sempre. Qui ecco un “romanzo d’amore”, la storia di un uomo spaesato, inetto e inadeguato, scampato allo sterminio e riparato in America. La sua inadattabilità alla normalità e le sue ferite interiori ne fanno un assetato d’amore femminile, in un caotico miscuglio di generosità e di bugie, di incoscienza e di goffo disordine. Ne riparleremo

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