Circolo dei Libri

Per condividere con altri il gusto della lettura, che per principio è individuale ma poi può anche farsi compagnia.

14settembre
2018

Guido Calgari, "Quando tutto va male (e altri racconti tristi)", Armando Dadò editore

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News

Il Circolo dei libri in viaggio

24agosto
2018

Il 19, 20 e 21 agosto un gruppo di partecipanti ai Circoli di lettura del nostro Circolo dei libri ha intrapreso un viaggio di "perlustrazione" sull'onda delle letture fatte e in generale della curiosità per il Bello. Dopo aver letto "La marcia di Radetzky" di Joseph Roth sul raffinato, dolente declino dell'impero asburgico, siamo andati all'abbazia di Muri, in Argovia, fondata dagli Asburgo nel primo secolo del Mille e dove sono conservati i cuori dell'ultimo Imperatore Carlo e dell'Imperatrice Zita (nella fotografia, il giorno del loro matrimonio, il 21 ottobre 1911) : parole, immagini, musica, emozione. Serata e notte nella Certosa medievale di Ittingen, splendido luogo di pace nel verde, oggi una Fondazione e una fattoria modello che produce tutto ciò che lì si gusta. Poi Arenenberg, la villa- castello come una prua alta sul lago di Costanza, dove trascorse infanzia e giovinezza il futuro Napoleone III con la sua colta e raffinata madre, la regina Hortense. Perché lì? Perché era sulla strada per Bregenz, città asburgica, dove abbiamo assistito alla Carmen di Georges Bizet (francese, contemporaneo e suddito di Napoleone III) nella maestosa scenografia sul lago allestita dal celebre Festival di Bregenz. Infine San Gallo: chi ama i libri non può non vistare la bellissima, preziosa biblioteca dell'Abbazia, patrimonio mondiale dell'Unesco, con migliaia di volumi, da quelli scritti a mano su pergamena del 600 d.C. ai ricchi tomi del tempo di Gutenberg e dei secoli seguenti. Per il resto, piccoli assaggi di cibi e luoghi. E tanta simpatia condivisa.

News

Circoli di lettura: i libri d'autunno

15giugno
2018

Per i Circoli di lettura di BELLINZONA e LUGANO ecco i libri su cui abbiamo lavorato e su cui lavoreremo:

Bellinzona, lunedì 10 settembre, ore 20, e Lugano, martedì 11 settembre, ore 16:30 e 20:

Max Frisch, "L'uomo nell'olocene", Einaudi


Bellinzona, lunedì 1 ottobre, ore 20, e Lugano, martedì 2 ottobre, ore 16:30 e 20:

Javier Marìas,"Berta Isla", Einaudi


Bellinzona, lunedì 5 novembre, ore 20 e Lugano martedì 6 novembre, ore 16:30 e 20:

Ivan Goncarov, "Oblomov", Mondadori, Einaudi, Rizzoli, Feltrinelli.


Bellinzona, 3 dicembre, ore 20 e Lugano martedì 4 dicembre, 16:30 e 20:

Philip Roth, “Lo scrittore fantasma”, Einaudi


A Bellinzona ci troveremo all'Albergo La Tureta di Giubiasco (piazza Grande), a Lugano all'Albergo Villa Castagnola.


Per il Circoli di lettura di VACALLO:

Mercoledi 3 ottobre, ore 15:30
Max Frisch, “L’uomo nell’olocene”, Einaudi

Mercoledì 5 dicembre, ore 1530
Philip Roth, “Lo scrittore fantasma”, Einaudi

Ci troveremo presso il ristorante Conca Bella di Vacallo.

Novità da leggere

Patria

20luglio
2018

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Novità da leggere

Berta Isla

06luglio
2018

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Novità da leggere

Invito a cena

06aprile
2018

I maschi di oggi vivono spesso in modo più pasticciato e complicato di un tempo, a quanto si dice, i loro rapporti con le donne.

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Novità da leggere

Mio caro serial killer

30marzo
2018

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Novità da leggere

Resto qui

02marzo
2018

Marco Balzano, 40 anni, premio Campiello nel 2015, autore di tre romanzi belli (ne abbiamo parlato qui con grande apprezzamento), torna in libreria con un nuovo romanzo.

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Novità da leggere

Tra loro

02febbraio
2018

Richard è un bambino americano nato nel 1944, suo papà di mestiere faceva il viaggiatore di commercio

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Novità da leggere

La vedova col bambino

22dicembre
2017

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Novità da leggere

Il mare dove non si tocca

01dicembre
2017

Fabio Genovesi, scrittore toscano dalla prosa colloquiale, simpatica, colorata, si affida nel suo nuovo romanzo alla memoria della propria infanzia. Fabio è un bambino sensibile, singolare, diciamo pure strano. Ama raccontare storie perché ha udito molte storie. Ha il dono dell’affabulatore. Vive in una tribù familiare in Versilia, a due passi dal mare, nei primi anni ’80, quando l’Italia vinceva i mondiali di Spagna e dalle radio uscivano le canzoni di Julio Iglesias.

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Novità da leggere

Il corpo

17novembre
2017

Il nuovo romanzo di Giorgio Montefoschi (“Il corpo”, Mondadori) riporta in libreria uno scrittore molto letto e molto fedele a una sua personalissima cifra narrativa. Parlando di lui, ripeterò cose già espresse perché l’autore le richiama. Giorgio Montefoschi divide: può piacere o non piacere, può intrigare oppure persino rendere diffidente o restìo il lettore che non voglia abbandonarsi alla modalità originale, riconoscibile, della sua scrittura. Io trovo che ci sia in essa un magnetismo avvolgente, quasi una musicalità morbida, fatta di motivi ripetuti, brevi passaggi e raccordi insistiti dentro un realismo puntiglioso di dettagli.

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Il nuovo romanzo di Andrea Fazioli

14settembre
2018

E' in libreria da pochi giorni il nuovo romanzo di Andrea Fazioli. Dopo il recente "Succede sempre qualcosa" (Casagrande), in cui l'autore esprime, attraverso racconti e cronache, per la prima volta, l'esperienza personale diretta di sé, con altro stile e altro scavo, Fazioli torna, con il "suo" editore italiano Guanda, al romanzo giallo. A modo suo, come sempre, mescolando alla trama serrata e piena di misteri i graffi dell'ironia e una più profonda ricognizione nei grovigli degli animi umani. Torna, naturalmente, anche lo stravagante investigatore Elia Contini, con la sua perspicacia deduttiva e le sue manie.La novità di questo romanzo sta nello "scenario" e nei suoi "punti di fuga": si parte dal pianoro alpino e maestoso della Greina, in valle di Blenio, fra Ticino e Grigioni. Ed è lassù che un giorno arriva, per cercare qualcosa (le tracce di qualcuno?) addirittura un Tuareg, incuriosito e remoto abitante del deserto del Niger. Che ci farà mai, sulle Alpi svizzere? L'enigma di questo romanzo, fra montagne e paesaggio urbano del Ticino e "contaminazioni" dal Niger, è più che mai intrigante.

IL LIBRO su www.guanda.it

IL BLOG su www.andreafazioli.ch


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Circoli: si ricomincia con Max Frisch

07settembre
2018

Nella foto: lo scrittore Max Frisch nella sua casa di Berzona: la casa del signor Geiser del romanzo "L'uomo nell'Olocene"...

Sarà su questo romanzo breve del grande scrittore svizzero che si lavorerà (lunedì9 settembre a Bellinzona , mercoledì 10 a Lugano, poi il 3 ottobre a Vacallo) nella "rentrée" dei Circoli di lettura (vedi sotto Circoli). Il romanzo si svolge a Berzona, in Valle Onsernone, dove il grande scrittore svizzero visse parecchi anni. E’ un racconto strano, reale e simbolico al tempo stesso, un po’ apocalittico e un po’ anche divertente, con tocchi di compassionevole umanità. Tradotto in molte lingue, oggi è consderato un piccolo classico mondiale, sempre ristampato

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Appunti da un treno in corsa

31agosto
2018

(m.f.) Mai salire su un treno senza un libro, sostiene chi ama la lettura. Anche perché leggere in treno significa vivere, in qualche modo, due dimensioni spazio- temporali.Se leggi da fermo, sei in una stanzialità: viaggi nello spazio e nel tempo ma solo dentro il libro (ed è il primo e non unico miracolo della lettura). In treno ti accade una doppia mobilità. Tu viaggi dentro il romanzo (sei nella neve di Russia accanto a Natascia Rostof, sei nella Londra povera e fuligginosa con David Copperfield, sei nel giardino immenso con Micol Finzi Contini) ma viaggi anche davvero: ogni tanto metti il dito nel libro, alzi lo sguardo e vedi uno spicchio del lago dei Quattro Cantoni, rialzi più tardi gli occhi e vedi un altro lago, quello di Zurigo, sotto un altro cielo. E sempre passano filari di alberi, case, stazioni, campi di grano, fattorie, città. Viaggi nel libro e nello spazio. Due sensazioni gemellate.

Illustrazione: Sally Storch (USA, 1952): "Donna che legge in treno"

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Zuckerman tramortito dai cellulari

24agosto
2018
  1. Alla fine degli anni ’80 Nathan Zuckerman, alter ego letterario dello scrittore Philip Roth (nella foto) in “Il fantasma esce di scena” ritorna a New York dopo undici anni passati in campagna in modo quasi eremitico. E scopre che nel frattempo hanno inventato i telefoni cellulari:

“Cos’era successo in questi dieci anni perché tutt’a un tratto ci fossero tante cose da dire, tante cose e così urgenti che non si poteva aspettare a dirle? Ovunque andassi, qualcuno mi veniva incontro parlando al telefono e qualcuno mi seguiva parlando al telefono.(…) Fui costretto a domandarmi cos’era crollato nella gente, di ciò che prima la teneva insieme, per rendere l’incessante chiacchiericcio telefonico preferibile a una passeggiata sotto la sorveglianza di nessuno, a un momento di solitudine che permetteva di assimilare le strade attraverso i propri sensi corporei e di pensare la miriade di pensieri che ispirano le attività di una città. Per me, faceva sembrare comiche le strade e ridicole le persone.(…) Quali saranno le conseguenze? Tu sai che puoi raggiungere l’altra persona in ogni momento, e se non puoi diventi impaziente, impaziente e irritato come un piccolo, stupido dio”.

Roth lo sa bene che il giudizio negativo sul fenomeno potrebbe metterlo “dalla parte di tutti gli eccentrici che avevano pensato, dalle origini dell’industrializzazione, che la macchina fosse il nemico della vita”. Ma soggiunge: “Eppure, non potevo farne a meno: non vedevo come uno potesse credere di continuare a condurre un’esistenza umana parlando al telefono e insieme camminando per metà della sua vita diurna. No, quegli aggeggi non promettevano di essere particolarmente utili a promuovere la riflessine nella collettività”

Erano i primi anni ’90. Figurarsi oggi.

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