Circolo dei Libri

Per condividere con altri il gusto della lettura, che per principio è individuale ma poi può anche farsi compagnia.

13novembre
2020

Antonio Tabucchi, "Sostiene Pereira", Feltrinelli

Sintesi abbreviata della « lezione » che avrebbe dovuto introdurre gli incontri mensili di novembre (annullati a causa del Covid 19) dei Circoli di lettura dedicati al romanzo di Antonio Tabucchi “Sostiene Pereira” (Feltrinelli). Autore dell’intervento è Michele Fazioli, responsabile del Circolo dei libri. Gli incontri dei Circoli, che riprenderanno non appena l’emergenza del virus sarà rientrata, durano ogni volta due ore e radunano persone che in precedenza hanno letto il libro indicato e ne discutono tra di loro, guidate dal responsabile del Circolo dei libri.

News

Circoli di lettura, autunno 2020

18giugno
2020

Ecco il programma dei Circoli di lettura per l'autunno 2020 e una sintesi dei libri.

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Novità da leggere

Proprio come te

06novembre
2020

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Novità da leggere

Cose che succedono la notte

30ottobre
2020

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Novità da leggere

Il bambino lucertola

16ottobre
2020

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Novità da leggere

Noi

09ottobre
2020

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Novità da leggere

Desiderio

01maggio
2020

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Novità da leggere

Olive, ancora lei

10aprile
2020

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Novità da leggere

Il signor Cardinaud

27marzo
2020

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Novità da leggere

Ah, l’amore l’amore

18marzo
2020

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Novità da leggere

"Resoconto", "Transiti" e "Onori"

28febbraio
2020

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Novità da leggere

Il ciarlatano

21febbraio
2020

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Novità da leggere

Auður Ava Ólafsdóttir

31gennaio
2020

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Novità da leggere

La spia corre sul campo

24gennaio
2020

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Blog

Pereira e Pareri

20novembre
2020

Abbiamo pubblicato venerdì scorso il video di una "lezione" di sintesi di quella che sarebbe dovuta essere la più ampia lezione introduttiva del nostro incontro di novembre (previsto in tre turni a Bellinzona e Lugano) dedicato al romanzo "Sostiene Pereira" di Antonio Tabucchi. Nel frattempo avevamo aperto (e resta aperta) la possibilità di mandare, sul romanzo, i vostri pareri, scrivendo a info@circolodeilibri.ch Cominciamo a diffonderne alcuni:


"Per me, rileggere questo libro dopo quasi 30 anni è stato come non averlo mai letto prima. La vita ci cambia così profondamente da concederci di apprezzare quanto un tempo ci era sfuggito. E morte e rinascita - o resurrezione - sono temi centrali che avevo dimenticato (o ignorato all’epoca) conservando di questo libro solo una memoria struggente. Mi chiedo ora se non sia la morte violenta di Monteiro Rossi nel finale a dare a Pereira la spinta definitiva per cambiare, quel ‘colpo di reni ‘ come lei ben lo definisce, per uscire dalla dolente apatia in cui si era relegato. Monteiro Rossi nel quale Pereira un po’ si rivede; il ragazzo che avrebbe potuto essere suo figlio. Avevo segnato alcuni passaggi che sarebbe stato bello condividere nei nostri incontri reali. Uno in particolare a pag.64 - l’intera pagina in verità merita di essere letta e riletta -dove Pereira e il prof. Silva discutono di quanto sta accadendo in Portogallo e in Europa e Silva consiglia a Pereira di lasciar perdere, di non prendersela, ma Pereira risponde: “Però io faccio il giornalista, replicò Pereira. E allora? disse Silva. Allora devo essere libero, disse Pereira, di informare la gente in maniera corretta.”
(Francesca Battistella)


"Il romanzo mi è piaciuto molto, belle le atmosfere, belle la luce e la brezza atlantiche di Lisbona, buona la limonata zuccherata, buona l'omelette alle erbe del Café Orquidea…. Si sente parlare della dittatura di Salazar ma in modo lieve, come della guerra civile spagnola e della situazione in tutta Europa, ma non è un romanzo sulla guerra.Pereira all'inizio mi è sembrato un personaggio un po' mediocre, nel senso che non si sbilancia, non vuole coinvolgimenti, lui fa il suo lavoro e desidera stare tranquillo, infatti chiede spesso al cameriere Manuel e a Padre Antonio cosa si dice in giro. Poi addentrandomi nel romanzo ho percepito un cambiamento, un coinvolgimento, una voglia di fare qualcosa, sarà anche per la signora incontrata sul treno, la quale gli dice che ognuno può fare qualcosa, sarà per il rapporto con il dottore Cardoso; e alla fine si affeziona a Monteiro Rossi, forse come se fosse quel figlio che non ha avuto, e piano piano emerge la sua presa di posizione, alla fine esprime quello che sente, quello che di vero ha percepito, ed esce dalla sua mediocrità. Un bel romanzo".
(Daniela Morisoli)


"Ottimo romanzo, questo “Sostiene Pereira”. L’avevo già letto anni fa. Ci sono libri che ci si scorda, altri invece che aleggiano nella nostra memoria e che ci intrigano alla rilettura. Così è stato per questo. In un primo momento non capivo bene perché quella insistenza del “sostiene Pereira” in ogni pagina. Mi sembrava un po’ un gioco letterario. Nel vostro video ho capito che quel verbo “sostiene” è per dire che Pereira sta testimoniando, testimonia la verità. È la versione di Pereira: e così mi viene in mente la famosa “Versione di Barney” di Mordecai Richler, un romanzo che consiglio. È vero che il romanzo è la storia di un risveglio di coscienza civile, come dite. Io arrivo a dire che è la storia di una redenzione. Prima Pereira era una persona molle e rinunciataria, alla fine il suo gesto mi sembra proprio una redenzione. E durante la lettura sembra proprio di essere a Lisbona, che conosco bene, e viene voglia anche a noi lettori di ordinare omelette e limonata al ristorante dell’Orchidea".
(L.C.)


"Premetto che il romanzo mi è piaciuto e il vostro video mi è servito a capirlo meglio. Però mi permetto una critica, anzi due. Troppe volte nel libro si legge “sostiene Pereira”. Tabucchi ha calcato la mano. Avrebbe anche potuto scrivere il romanzo senza mai dire “sostiene Pereira”, la sostanza non sarebbe cambiata. La scena, ben scritta, del ballo di Pereira con Marta è però un po’ troppo romantica. E come mai un uomo ciccione e cardiopoatico può mettersi in una serata caldissima di canicola a ballare un valzer con tanta leggerezza? Chi sa come è ballare un valzer non ci crede mica tanto…"
(Giorgio Bartesaghi)

(mf) Gentile Giorgio Bartesaghi, la ringrazio per il suo scritto e oso permettermi un tentativo di risposta al suo dubbio critico: la locuzione “sostiene Periera” può apparire certamente sovrabbondante. Tuttavia, a parte l’interpretazione secondo la quale quel “sostiene” colloca Pereira dalla parte del testimone di cui alla fine dobbiamo fidarci (e la fiducia sembra proprio essersela meritata, alla fine), quella trovata espressiva di Tabucchi dà un accento imprevisto al romanzo. Tant’è vero che che quella locuzione è diventata non solo il titolo del libro ma addirittura è entrata di diritto nel lessico della narrativa italiana del Novecento. Sostanza e forma sono un impasto misterioso chi dà il tono di un’opera, sono due vettori inter-dipendenti senza uno dei quali il prodotto complessivo (il romanzo) perderebbe forza e nitore. Quel “sostiene Pereira” è un meccanismo stlistico che separa il narratore dal testimone in terza persona, lo rende protagonista e offre una specie di “verbale” trasmesso al lettore, che diventa giudice. In quanto al ballo di Pereira con Marta, lei non immagina quanto possano diventare agili gli uomini sovrappeso quando hanno a che fare con una donna graziosa. La ciccia ha risorse impensate.

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Tabucchi distante ma vicino

13novembre
2020

Comunicazione per i partecipanti ai Circoli di lettura (ma aperta a tutti)

Care e cari partecipanti ai nostri Circoli di lettura,
in questo mese di novembre avremmo dovuto incontrarci per due ore lavorando sul romanzo “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi (nella foto). Il virus in agguato ci impedisce di riunirci. Per aiutarvi comunque a continuare la vostra riflessione personale, voglio offrirvi una sintesi (per forza limitata) di quello che avrei voluto dirvi in esteso. Ma forse anche questa “lezione” concentrata potrà fornirvi degli elementi di approfondimento. Per permettervi comunque di interloquire in qualche modo, vi invito a scrivere vostri commenti, sensazioni o domande a info@circolodeilibri.ch (un massimo di 1500 battute circa, spazi inclusi). I vostri contributi saranno pubblicati, con o senza nome (come preferite). Vi ringrazio per la fedeltà ai nostri circoli e vi saluto cordialmente.
Michele Fazioli

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Sostiene Pereira che non ci vedremo

06novembre
2020

(Foto: Marcello Mastroianni interpreta Pereira).

Sostiene Pereira che non ci potremo incontrare per parlare di lui lunedì 9 e martedì 10 novembre a Bellinzona e a Lugano come invece avevamo previsto nei nostri tre Circoli di lettura. Il virus ci costringe al coprifuoco letterario (cioè restiamo a casa nostra a leggere). Troveremo il modo di riparlarne. Intanto, un lampo di lettura dal romanzo di Antonio Tabucchi:

(Pereira) "accese un sigaro, si asciugò col tovagliolo il sudore che gli colava sulla fronte, si sbottonò il primo bottone della camicia e disse: le ragioni del cuore sono le più importanti, bisogna sempre seguire le ragioni del cuore".

Ma appena più avanti:

"E' difficile avere una convinzione precisa quando si parla delle ragioni del cuore, sostiene Pereira".

Tabucchi allude qui alla celebre riflessione di Blaise Pascal: "Il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce".

Il che rimanda alla frase dei "Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni che Giorgio Bassani mise quale pensiero introduttivo nella prima edizione, nel 1962, del suo "Il giardino dei Finzi-Contini":

"Certo, il cuore, chi gli dà retta, ha sempre qualcosa da dire su quello che sarà. Ma che sa il cuore? Appena un poco di quello che è già accaduto"

E nel finale del romanzo Bassani riprende l'enigma del cuore:

"Micòl ripeteva di continuo (...) che il futuro, in sé, lei lo aborriva, ad esso preferendo di gran lunga ' le vierge, le vivace et le bel aujourd'hui', e il passato, ancora di più, il caro, il dolce, il pio passato. E siccome queste, lo so, non erano che parole, le solite parole ingannevoli e disperate che soltanto un vero bacio avrebbe potuto impedirle di proferire: di esse, appunto, e non di altre, sia suggellato qui quel poco che il cuore ha saputo ricordare".

E' affascinante il gioco vertiginoso dei rimandi letterari: da Pascal a Tabucchi a Manzoni a Bassani, a chissà quanti altri... E del resto, a ben vedere, la letteratura forse spesso altro non è che l'ineffabile incontro fra le ambiguità del cuore e la trasformazione della memoria.


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L'arte secondo Bassani

30ottobre
2020

Ci sono mille e una definizione di arte, espressione artistica, scrittura, segno, pittura, musica. Giorgio Bassani (1916-2000), scrittore letto e riletto mai abbastanza, aveva avuto un pensiero che ricorda pienamente la sua opera. L'abbiamo colto in un libro appena uscito dedicato allo scrittore: "Vivere è scrivere" (Edizioni Sai) a cura di Gianni Ventura e Portia Prebys (l'americana compagna di Bassani nell'ultima parte della sua vita), con in copertina un ritratto dello scrittore del pittore Carlo Levi (che appare qui nella nostra immagine).

"L'arte è il contrario della vita, ma ha nostalgia della vita, ed è precisamente perché sente questa nostalgia che è arte vera. L'artista è separato dalla vita nel presente in quanto preferisce spiegarsi per rifletterci sopra, ed è separato da essa per il tempo vissuto, per il passato".

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