Circolo dei Libri

Per condividere con altri il gusto della lettura, che per principio è individuale ma poi può anche farsi compagnia.

28gennaio
2022

Continua il piccolo ciclo di citazioni da Boris Pasternak (vedi gli ultimi nostri due blog). Dopo l'autobiografia dello scrittore, eccoci al suo romanzo, "Il dottor Zivago". E al grande amore che lo sottende.

Yuri Zivago, medico e poeta, disperso dalle bufere della rivoluzione nell’immenso paesaggio innevato e gelido degli Urali, sta accanto al ritrovato grande amore (intravisto, perduto, re-incontrato) della sua vita. E ricorda la visione, la premonizione di bellezza assoluta che in quella minuta ragazza aveva percepito e ora, nella pienezza della vita e del sentimento, coglie di nuovo. Come se attraverso quella bellezza, quell’amore, ci si potesse avvicinare, non del tutto ma un po’ di più, al mistero di tutta la vita. Già Leopardi pensava che l’amore alla donna, alla fine, non sia che un baluginare imperfetto di una bellezza un passo più in là, di un oltre totalizzante di cui si ha desiderio e già nostalgia. Zivago cerca di fermare in Lara il bagliore di quella bellezza. E, fra le mille traversie, i drammi, i sensi di colpa, i sacrifici e la perdurante malinconia, la ama. E la amerà fino a perderla per sé stesso pur di salvare la vita di lei.

Ma come la vedeva, Yuri Zivago, Lara?

Cliccate il seguito e sentirete quasi il rumore della sua passione.

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21gennaio
2022

Continuiamo a setacciare l'autobiografia di Boris Pasternak, del 1957 (vedi il blog del 7 gennaio 2022). Ecco fiorire un pensiero del grande russo, una sintesi brusca e anche polemica che sembra intuire il vero.

"Che cos'è la letteratura nel senso corrente, più diffuso della parola? E' il mondo dell'eloquenza, dei luoghi comuni, delle frasi tornite e di firme rispettabili, gente che in gioventù ha osservato la vita e poi, una volta raggiunta la celebrità, si dà a fare astrazioni, ad imitare, a raziocinare. E quando in questo regno dell'artificiosità ormai solidamente affermata ma di cui più nessuno si accorge, qualcuno apre la bocca non per inclinazione alle belle lettere, ma perché sa e vuole dire qualcosa, questo fatto produce l'impressione di un mutamento improvviso, come se i portoni si spalancassero di colpo e irrompesse il frastuono della vita che si svolge fuori, come se non fosse un uomo a dar notizia di ciò che avviene nella città, ma la città stessa parlasse di sé per bocca di un uomo."

Boris Pasternak, "Autobiografia", Feltrinelli

Illustrazione: Leonid Pasternak, Ritratto del figlio Boris mentre scrive, 1919

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07gennaio
2022

Il piccolo Boris Pasterank, all'età di 4 anni, in una notte del 1894, si sveglia di colpo dal suo sonno nel lettino. Viene colpito dal suono per lui inquietante di una musica forte, di là dalla parete, nel salone dove abita con i suoi genitori, la mamma Rosa Pasternak, pianista, e il padre Leonid Osipovic Pasternak, artista pittore. Il piccolo Boris ode il pianoforte noto della mamma ma anche il suono stridulo di altri strumenti. Ne viene colpito quasi dolorosamente, si mette a piangere e poi a strillare. Soltanto quando la musica di là cessa, i presenti sentono il pianto del bimbo e allora la mamma corre in camera, lo prende in braccio, lo calma, lo porta fin sull'uscio del salone. Pasternak non scorderà mai quella notte e potrà ricostruire esattamente l'evento perché da adulto scoprirà in un libro dedicato alla vita di Lev Tolstoj la seguente notizia:

" Il 23 novembre Tolstoj si recò con le figlie dal pittore L.O. Pasternak, presso la Scuola di pittura. scultura e architettura, di cui Pasternak era direttore, per assistere a un concerto cui presero parte la moglie di Pasternak e due professori del Conservatorio".

Boris Pasternak ricorderà quel che quella sera intravide: "...Vidi il salotto attraverso la cornice della porta aperta. Era pieno di fumo, le candele battevano le palpebre come se il fumo pungesse loro gli occhi, e la luce brillava sul lucido mogano del violino e del violoncello. Nero era il pianoforte, neri gli abiti da sera degli uomini. Le donne sporgevano fino alle spalle dai loro vestiti, come dal cestino i fiori per un onomastico. Volute di fumo si perdevano fra i capelli bianchi di due o tre vecchi. La figura di uno di essi attraversò poi continuamente la mia vita, perché mio padre ne illustrava le opere, andava spesso a trovarlo, lo venerava, e infine perché il suo spirito aveva pervaso tutta la nostra casa. Era Lev Nikolaevic Tolstoj..." (Boris Pasternak, Autobiografia, Feltrinelli).

Lev Tolstoj, 66 anni, barba e capelli bianchi, nel 1894 era già il grande scrittore celeberrimo. Boris Pasternak a 4 anni era un bambino. Diventerà anche lui un grande scrittore: per il suo romanzo "Il dottor Zivago" vincerà nel 1958 il premio Nobel ma dovrà rifiutarlo, costretto dal regime comunista. Morirà due anni dopo, obbligato a stare chiuso nella propria dacia di campagna, isolato e solo, malato di una malattia che forse era soltanto sconforto e amarezza. In quella lontana notte del 1894 due genii della letteratura russa si sfiorarono quasi profeticamente, come se una generazione consegnasse un testimone a quella successiva, sullo sfondo di un trio musicale che Pasternak fu più tardi quasi certo che fosse il celebre trio di Tchaikovsky, il quale era morto da pochi mesi.

Nelle immagini: due opere di Leonid Pasternak: i ritratti del figlio Boris e di Lev Tolstoj

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31dicembre
2021

"Un recente studio dell'università di Yale ha avanzato l'ipotesi che leggere letteratura aumenti la speranza di vita e calcola in due anni il guadagno derivante da un regolare consumo di romanzi".

La citazione è riportata in un piccolo libro dello scrittore Walter Siti, appena uscito da Rizzoli ("Contro l'impegno: riflessioni sul Bene in letteratura"). Siti riprende un passaggio di un altro libro, in francese ("Alexandre Gefen, "Réparer le monde: la littérature française face au XXI siècle", Editions Corti). Che sia vera o no la faccenda del rapporto fra la lettura di romanzi e la lunga vita, oggi la prendiamo per buona e la inviamo come pensiero augurale a tutte le persone che seguono il nostro Circolo dei libri. Con simpatia e complicità

CIRCOLO DEI LIBRI

Immagine: Paul Klee "Polifonia" 1932

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11dicembre
2021

Un'idea del Circolo dei libri per regali natalizi originali che hanno il gusto della lettura ma anche il sapore buono del cioccolato svizzero...

IL GUSTO DELLA LETTURA

10 segnalibri con 10 incipit di grandi romanzi e 10 immagini diverse

1 tavoletta di cioccolato al latte o fondente, a scelta (Chocolat Stella SA, Giubiasco)

Una confezione che mette insieme il sapore del buono e del bello.

Prezzo: Fr 10.- (quale promozione e sostegno del Circolo dei libri)

Le confezioni sono in vendita presso Chocolat Stella SA via alle Terre 28 a Giubiasco e Chocolat Stella Shop alla Stazione FFS di Bellinzona

Per prenotazioni:
negozio.stella@swisschocolate.ch
091 857 01 41
oppure
info@circolodeilibri.ch



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27novembre
2021

A voler guardar bene, ogni buon libro parla anche di noi, parla proprio a noi, parla driettamente alla persona che sta leggendo. Lo aveva intuito uno scrittore febbrile come Marcel Proust ((1871-1922, nella foto):

"Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che è offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza quel libro, non avrebbe forse visto in sé stesso".


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19novembre
2021

“Occupazioni inutili e conversazioni sempre uguali si portano via la parte migliore del tempo, le forze migliori, e alla fine rimane una via mutila, senz’ali, una nullità dalla quale non si può fuggire, evadere, come se si fosse in un manicomio o in una squadra di condannati ai lavori forzati”

Anton Cecov (1860-1904)

Il grande scrittore russo sapeva bene quanto tempo enorme e prezioso viene speso da futilità e convenevoli e piccole occupazioni o illusorie o fastidiose. E così si butta via la vita. Ma poi Cecov aveva il dono grande grande di osservare, con curiosità vivida, con realismo amaro ma anche con tenera e talvolta divertita compassione, quel brulichio vano, quell’affannarsi di esitenze nel brusio di parole quasi sempre inutili. E ne ricavava racconti formidabili che dalla scontata routine della quotidianità traeva (come un mago fa cavando colombe bianche da un cilndro) splendide narrazioni che da oltre un secolo appassionano i lettori del mondo. Miracolo della lettratura: dare luce e forza nuove alla realtà, per minusola e persino meschina che essa talvolta sia. Cecov scrisse anche questa frase, che dice tutto:

“Superare quel che di meschino e illusorio impedisce di essere liberi e felici, ecco lo scopo e il senso della nostra vita.”

Quale che sia poi la felicità nella libertà, resta tutto da scoprire. Cominciamo almeno a desiderarla.

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12novembre
2021

Vladimir Nabokov 1899-1977), grande autore russo che scrisse capolavori in russo e in inglese, fu anche un ineffabile prestigiatore della letteratura, un sublime mago delle parole.Ecco tre riflessioni sue: sulla commistione ambigua fra vita vera e letteratura vera, sulla sua predilezione per Tolstoj, sul piacere irrinunciabile di leggere la sera prima di dormire...

Non sono colpevole di imitare «la vita reale» più di quanto «la vita reale» sia responsabile di plagio nei miei confronti. (Da Nota bibliografica a“Una bellezza russa e altri racconti,” Adelphi).

Quando leggete Turgenev, sapete che state leggendo Turgenev. Quando leggete Tolstoj, lo leggete perché non potete smettere. (Da “Lezioni di letteratura russa” ,Garzanti)

Sapere che si ha qualcosa di bello da leggere prima di coricarsi è una delle sensazioni più piacevoli della vita. (Da un’intervista del 1965)

(Illustrazione: Felix Vallotton, "Donna che legge")

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05novembre
2021

(m.f.) Perché leggere romanzi, racconti? (e la poesia, e tutto il resto, certo).Tento una risposta. Naturalmente si può anche non leggere e ci sono persone squisite e sensibili e immaginose che non leggono libri e conosco grandi lettori abbastanza aridi. La lettura non è una categoria morale ma uno strumento della conoscenza (che poi potrà aprire anche squarci di bellezza e profondità di pensieri). Chiarito ciò, si può ben dire che la lettura è come il denaro, di cui è stato detto che non basta per essere felici ma un po’ serve. Chi legge vive due volte», diceva l’editore Valentino Bompiani. E in effetti uno si tuffa in un romanzo ed entra in una vita altra, in una realtà immaginata ma vivida, nutrita peraltro dall’esperienza del vissuto. E d’altra parte quando chiudi il libro e rialzi lo sguardo sulla realtà, ci ritrovi accenti e rimandi di quelle storie appena lette. Perchè in fondo, a guardar bene, la letteratura è anche la trasformazione in scrittura di uno dei bisogni profondi del cuore umano, che è quello di conservare il tempo, di non lasciarselo sfuggire per sempre. E allora l’uomo, se ne ha il talento, inventa tempo, inventa vite. Racconta storie. Che talvolta sono solo da gustare con piacere puro, per divertimento o emozione, come una musica. Qualche altra volta dentro un romanzo battono anche le domande inesorabili e struggenti della vita, le inquietudini di senso e di moralità. Ma sempre storie, sono.

Illustrazione: Vincent Van Gogh (1853-1890): Uomo che legge

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22ottobre
2021

Alla faccia di chi da decenni decreta “la fine del romanzo”, il romanzo esiste, resiste, persiste. Se ne scrivono e pubblicano troppi, d’accordo. Ma talvolta se ne leggono di buoni, di ottimi. Quando esce un romanzo forte e bello si fa festa. E’ il caso di “Di chi è la colpa” (Mondadori) di Alessandro Piperno. Una storia familiare complessa, complicata, febbrile, italiana ed ebraica, fra Roma e New York: lo sguardo curioso, ferito, indifeso e dunque anche menzognero di un ragazzino (poi adolescente, poi adulto) su un groviglio parentale di destini, amori, bugie, ambiguità. Basta, non si dice di più, questo è solo un avvertimento: leggetelo, ne riparleremo. " Se ci fossero i campionati europei della letteratura, "Di chi è la colpa" alzerebbe la coppa a Wembley..." (Antonio D'Orrico, "Corriere della sera").

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Archivio

Gocce di Nabokov

12 novembre 2021

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5 novembre 2021

PERCHÉ SI SCRIVE...

8 ottobre 2021

Scrivere freddamente

24 settembre 2021

Bellezza, arte, scrittura

17 settembre 2021

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10 settembre 2021

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27 agosto 2021

Guarda che luna

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Il mio primo libro

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Pagine in viaggio

18 giugno 2021

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FERMARE IL TEMPO

2 aprile 2021

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12 febbraio 2021

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Leggere e vivere

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L'ignoto ignoto

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Boris Pasternak

27 agosto 2016

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15 febbraio 2016

LE VOCI DELLA SERA

18 gennaio 2016

"BENEDETI I ZORZI VILA!"

28 dicembre 2015

LIBRI SOTTO L'ALBERO

14 dicembre 2015

LIBRI PER NATALE

10 dicembre 2015

FIGURINE E FLAUBERT

26 ottobre 2015

DI NUOVO ANNE TYLER

31 maggio 2015

ANCORA SU ANNE TYLER

12 maggio 2015

EMMA COMPIE 200 ANNI

23 aprile 2015

ZIVAGO E' VIVO

13 gennaio 2015

SI RIPARLA DI"GIUDA"

13 gennaio 2015

LIBRI SOTTO L'ALBERO

20 dicembre 2014

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AMOS OZ, DI NUOVO

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VITA E DESTINO

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LA PROVA DEL LETTORE

19 settembre 2013

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18 settembre 2013

UNA STANZA TUTTA PER SE'

17 settembre 2013

UN PENSIERO CONDIVISO

16 settembre 2013

SETTEMBRE, ANDIAMO...

3 settembre 2013

LIBRI IN VALIGIA

14 giugno 2013