Circolo dei Libri

Per condividere con altri il gusto della lettura, che per principio è individuale ma poi può anche farsi compagnia.

11maggio
2018

Arte nelle pagine

(mf) La prima edizione de "Il giardino dei Finzi-Contini" (Einaudi, 1962), che posseggo e conservo gelosamente, con la copertina di Nicolas de Stael (vedi il blog recuperato qui sotto), contiene, per scelta dello scrittore, fra pagina 88 e pagina 89, quando si parla del campo da tennis del giardino in cui i giovani protagonisti nel corso di un autunno si scambiano colpi di racchetta, battute, turbamenti, risate, amori, prima che la bufera della guerra e delle deportazioni razziali spazzi via tutto, una incisione del grande artista Giorgio Morandi.

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10maggio
2018

La natura, la montagna, la donna…la soggettività della percezione di un’opera pittorica, il passaggio dall’infanzia all’adolescenza….

Ma tu guarda quali ricordi evoca una copertina lontana

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04maggio
2018

Rileggendo John Steinbeck (nato nel 1902, premio Nobel nel 1962 ) a 50 anni dalla morte (nel 1968), ecco una scaglia che dice in fulminante sintesi quanto il pregiudizio blocchi lo sguardo umano sulle cose, nel senso della micidiale pretesa che suona più o meno così: “Se la realtà non coincide con quanto penso io, tanto peggio per la realtà”. In “”La valle dell’Eden” (recentissima nuova traduzione italiana di Bompiani) ecco una pepita d’oro:

“ Con te posso parlare. Tu sei uno di quei rari personaggi capaci di distinguere le percezioni dai preconcetti. Tu vedi quello che c’è, mentre la maggior parte delle persone vede quello che si aspetta”.

Perfetto.

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28aprile
2018

Dialogo fra Kurt Vonnegut e John Bart (scrittori):

Vonnegut: “Come tutti, scrivo nella segreta speranza di cambiare il mondo”.

John Barth: “Non tutti, Kurt: ad alcuni basta riuscire a raccontare una storia”.

Da :

John Bart, "L'algebra e il fuoco", Minimumfax

(in cui fra l'altro l'autore raccomanda a chi scrive di "unire sempre all'algebra della tecnica il fuoco del sentimento e delle idee").

Illustrazione: Pierre Bonnard (1867-1947): donna che scrive

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13aprile
2018

"Voi fate grandi progressi, ma permettetemi di ripetevi un consiglio: di scrivere più freddamente. Quanto più la situazione è sentimentale, tanto più freddamente occorre scrivere, e tanto più sentimentale riesce. Inzuccherare non conviene".

Anton Checov (nella foto) in una lettera a Lidija Avilova, amica(intima) e aspirante scrittrice.

Un fulminante lezione, da parte del grande Checov, su come sia opportuno sfrondare, togliere più che aggiungere, non fare mai i riccioli con le parole (che è tentazione di tutti, prima o poi).

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06aprile
2018

Per i Circoli di lettura di Bellinzona e di Lugano, il libro su cui si lavorerà negli incontri di maggio (lunedì 7 e martedì 8 maggio) sarà:

Jospeh Roth, "La marcia di Radetzky", Adelphi o Rizzoli.

Scritto nel 1932 da Joseph Roth, grande scrittore mitteleuropeo, un po' ebreo e un po' cattolico, sensibile, alcolista e solitario, migrante inquieto, il romanzo è una specie di inno nostalgico per 'Impero asburgico che cento anni fa, al termine della Guerra 1914-1918, era crollato dopo secoli e secoli e il cui crepuscolo l'autore aveva vissuto dall'interno. L'Impero austroungarico di Sua Maestà Apostolica, erede del Sacro Romano Impero, era finito per sempre. Roth lo rappresenta, intrecciando destini umani privati con un sontuoso sfondo di società e di civiltà, quando l'Impero era ancora apparentemente potente, cosmopolita e pluriculturale ma già come minato da un vago presagio di declino e decadenza. Da decenni regna sul trono, in quegli anni, l'Imperatore Francesco Giuseppe, incoronato a soli 18 anni e ora ottuagenario, ancora fiero ma infragilito. C’è aria estenuata, raffinata, elegante, spossata, di "finis Austriae". Ne parleremo.


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30marzo
2018

Un’estate di fine Ottocento, una spiaggia sul Mar Baltico. Non lontano da Travemünde, dove chi ha viaggiato con il Circolo dei libri sulle tracce dei Buddenbrook ha visto, diciamo intravisto…, la luce baltica fra cielo e mare. Bene, ecco per loro (e per tutti) un raffinato e bel romanzo che parla di quei litorali, di quel mare, di quella luce. Lassù arriva, nell’atmosfera di un piccolo mondo aristocratico in vacanza, la giovane moglie di un conte, il quale aveva ordinato a un pittore di fare il ritratto della consorte. Posa dopo posa, nasce un amore: da qui una fuga notturna, di locanda in locanda, su fino al mar Baltico. La coppia fa notizia, fra aria di scandalo e segreta attrazione…. Eduard von Keyserling (1855-1918) , lui stesso appartenente alla nobiltà baltica, dalla vita appartata e misteriosa, è considerato uno dei notevoli scrittori tedeschi di nicchia, un po’ dimenticati ma di valore, esponente letterario del periodo impressionista.Questo romanzo di seduzione si muove su un orizzonte di mare ed è soprattutto un inno alla luce, perché quando von Keyserling lo scrisse di getto, da poche settimane aveva perso la vista: voleva conservare dentro di sé e sulle pagine l’incanto chiaro, slavato, nordico della luce baltica…

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23marzo
2018

"Se siamo fortunati, non importa se scrittori o lettori, finiremo l'ultimo paio di righe di un racconto e ce ne resteremo seduti un momento o due in silenzio. Idealmente, ci metteremo a riflettere su quello che abbiamo appena scritto o letto; magari il nostro cuore e la nostra mente avranno fatto un piccolo passo in avanti rispetto a dove erano prima. La temperatura del corpo sarà salita, o scesa, di un grado. Poi, dopo aver ripreso a respirare regolarmente, ci ricomporremo, non importa se scrittori o lettori, ci alzeremo e, ' creature di sangue caldo e nervi', come dice un personaggio di Cechov, passeremo alla nostra prossima occupazione: la vita. Sempre la vita."

Raymond Carver, Prefazione dell'autore, in "Da dove sto chiamando", Minimun Fax

Illustrazione: Pierre Bonnard (1867 - 1947 ): Una lettrice

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15marzo
2018

Leggete questa bella frase, quasi pittorica, di Charles Baudelaire (1821-1867):

«La carrozza porta via al gran trotto, in un viale zebrato d'ombra e di luce, le bellezze adagiate come in una navicella, indolenti, mentre ascoltano vagamente le galanterie che cadono nel loro orecchio e si abbandonano al vento della passeggiata».

Scritta nella prima metà dell' Ottocento, sembra prefigurare l’arte impressionista che stava per nascere. Baudelaire era un appassionato d’arte: «Sin da giovanissimo, i miei occhi colmi di immagini dipinte o incise non avevano mai potuto saziarsi e credo che i mondi potrebbero finire prima che io diventi iconoclasta. Glorificare il culto delle immagini: la mia grande, la mia unica, la mia primitiva passione». Parafrasndo Stendhal, aveva scritto: “Il Bello non è che la promessa della felicità”. Salvo che Stendhal si riferiva alla bellezza femminile, dopo una notte milanese passata a veder danzare in una festa delle donne molto belle. Baudelaire, invece, si riferiva all’arte, in generale. Osservava per le vie di Parigi scene, luci, colori, gente, amava guardare nei quadri la vita e la vita nei quadri. E scriveva…

Immagine: Edgar Degas (1834-1917), "Carrozza alle corse"

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09marzo
2018

Ian McEwan possiede una forza originale, personale di scrittura che, come una garanzia di qualità stilistica, attraversa tutta la sua opera narrativa, peraltro discontinua in quanto a contenuti e ambientazioni. Aggiungo che sa essere anche sfizioso e talvolta si aggroviglia intorno a degli sciogli-coscienza intellettuali. E’ nato dalla parte giusta della barricata della vita: intelligente, colto, ha scritto i romanzi giusti negli anni giusti. Il suo enorme talento immaginoso e stilistico, il suo senso straordinario del ritmo narrativo e una geniale predisposizione per le atmosfere (uno scorcio di luce, un odore di stagione, una pioggia che batte ai vetri in una sera d’autunno, sguardi notturni dalla finestra su Londra nelle notti insonni…) non lo mettono sempre al riparo da alcune tentazioni di snobismo romanzesco. E però è bravo.

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Archivio

I libri, la vita

23 marzo 2018

Un

22 marzo 2018

Angoscia e tenerezza

16 febbraio 2018

Perché leggere romanzi?

10 febbraio 2018

Leggere in treno

19 gennaio 2018

Rileggere Buzzati

15 dicembre 2017

Circoli: un rinvio

28 novembre 2017

Un antipatico che piace

24 novembre 2017

Il mio primo libro

17 novembre 2017

Un cuore in battaglia

3 novembre 2017

60 anni fa

28 settembre 2017

Un bel romanzo tedesco

15 settembre 2017

Melodia della terra

8 settembre 2017

Un giallista di razza

1 settembre 2017

QUANTE VITE

11 agosto 2017

Scavi nella memoria

4 agosto 2017

Un nonno in affanno

28 luglio 2017

Romanzo di montagna

7 luglio 2017

Un premio meritato

7 luglio 2017

Se si ama, si ama

4 maggio 2017

Letteratura in pericolo?

18 febbraio 2017

Il vecchio e il bimbo

17 febbraio 2017

La ragazza di Bube

27 gennaio 2017

Il cuore di Anna

20 gennaio 2017

Storia di una ragazza

20 gennaio 2017

BUON NATALE

23 dicembre 2016

Libri, una dimora

14 dicembre 2016

La montagna incantata

2 dicembre 2016

Il Nobel alla canzone

14 ottobre 2016

Gialleggiamo

8 settembre 2016

Boris Pasternak

27 agosto 2016

La maestra dei racconti

15 febbraio 2016

LE VOCI DELLA SERA

18 gennaio 2016

"BENEDETI I ZORZI VILA!"

28 dicembre 2015

LIBRI SOTTO L'ALBERO

14 dicembre 2015

LIBRI PER NATALE

10 dicembre 2015

FIGURINE E FLAUBERT

26 ottobre 2015

DI NUOVO ANNE TYLER

31 maggio 2015

ANCORA SU ANNE TYLER

12 maggio 2015

EMMA COMPIE 200 ANNI

23 aprile 2015

ZIVAGO E' VIVO

13 gennaio 2015

SI RIPARLA DI"GIUDA"

13 gennaio 2015

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20 dicembre 2014

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16 dicembre 2014

AMOS OZ, DI NUOVO

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UNA STANZA TUTTA PER SE'

17 settembre 2013

UN PENSIERO CONDIVISO

16 settembre 2013

SETTEMBRE, ANDIAMO...

3 settembre 2013

LIBRI IN VALIGIA

14 giugno 2013