Circolo dei Libri

Per condividere con altri il gusto della lettura, che per principio è individuale ma poi può anche farsi compagnia.

17settembre
2021

Leggete questa bella frase, quasi pittorica, di Charles Baudelaire (1821-1867):

«La carrozza porta via al gran trotto, in un viale zebrato d'ombra e di luce, le bellezze adagiate come in una navicella, indolenti, mentre ascoltano vagamente le galanterie che cadono nel loro orecchio e si abbandonano al vento della passeggiata».

Scritta nella prima metà dell' Ottocento, sembra prefigurare l’arte impressionista che stava per nascere. Baudelaire era un appassionato d’arte: «Sin da giovanissimo, i miei occhi colmi di immagini dipinte o incise non avevano mai potuto saziarsi e credo che i mondi potrebbero finire prima che io diventi iconoclasta. Glorificare il culto delle immagini: la mia grande, la mia unica, la mia primitiva passione». Parafrasndo Stendhal, aveva scritto: “Il Bello non è che la promessa della felicità”. Salvo che Stendhal si riferiva alla bellezza femminile, dopo una notte milanese passata a veder danzare in una festa delle donne molto belle. Baudelaire, invece, si riferiva all’arte, in generale. Osservava per le vie di Parigi scene, luci, colori, gente, amava guardare nei quadri la vita e la vita nei quadri. E scriveva…

Immagine: Edgar Degas (1834-1917), "Carrozza alle corse"

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10settembre
2021

Un buon libro è un libro che si ha voglia di rileggere, prima o poi. Il problema è che per sapere se un libro si avrà voglia di leggerlo una seconda volta, bisogna leggerlo una prima volta. E spesso è tempo sprecato. Il lettore accorto matura a poco a poco un suo istinto, un suo fiuto per capire al volo se un libro valga la pena di essere letto. O, meglio, se a quel libro valga la pena di dedicare alcune ore della propria vita. Ci sono così tante cose belle da fare (e da leggere), nella vita, che non vale la pena sprecare tempo.

Illustrazione: Felix Vallotton (1865-1925), "La lettrice".

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27agosto
2021

Da un articolo di Marco Archetti su "Il Foglio", che parla della forza della narrazione scritta e del decisivo ruolo di chi la legge:

"....Una donna è seduta comoda su un divano, sotto il cono di luce di una lampada. Ha lo sguardo sulla pagina di un romanzo. Gli occhi corrono una riga dopo l'altra. Per il resto, non si muove foglia. Non si sente un rumore. Tutte le porte sono chiuse. La donna è immobile come una statua, eppure nessuna immagine di immobilità è tanto bugiarda come questa. Nessuna immagine di immobilità potrebbe nascondere più tumulti, impennate, picchiate, viaggi fulminei, scarti laterali, inventari, frotte d pensieri in elaborazioni contemporanee, fughe in avanti, grandi falcate, occhiate al retrovisore, comparazioni, calcoli, ovazioni, riconsiderazioni, implosioni, flussi di analogie, vuoti d'aria, tuffi nell'acquario, risate a mezz'aria, traslochi di parole, appropriazioni. Un vero e proprio caso di immobilità vorticosa. Un caso di isolamento totale, in totale contatto con l'universale". Alla fine, il lungo articolo si conclude cosi:

"Un lettore sa che la forza di un racconto esiste solo a una condizione: che esista la forza di un ascolto. Ogni singolo lettore è il principale responsabile dell'esistenza di tutta la letteratura"

(Illustrazione: H. Matisse “La lettrice in abito viola”)

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20agosto
2021

"Maladeti i conti Zorzi Vila!". L'imprecazione in dialetto veneto sulla bocca di tre generazioni del folto casato dei Peruzzi, trasmigrato dalle campagne contadine del Norditalia nelle laziali Paludi Pontine al tempo in cui Mussolini decise di bonificarle e crearvi campi, fattorie, città, la conoscono bene i partecipanti ai nostri Circoli di lettura. E la conoscono i molti lettori che hanno apprezzato la discontinua ma sicura stoffa di scrittura del romanziere Antonio Pennacchi, morto in questo mese di agosto a 71 anni. Lavorammo su "Canale Mussolini" (Mondadori), Premio Strega nel 2010, e ci divertimmo parecchio, scoprendo una pagina di storia esplorata da uno sguardo originale e insolito. In mezzo alle molte nefandezze del fascismo, la ciclopica opera di bonifica dell'Agro Pontino fu una grossa impresa attorno alla quale crebbe un pezzo di popolo migrante che nel corso di novant'anni ha impastato la cultura, la lingua e i riti del Veneto contadino con l'humus, la lingua e la storia del litorale romano. Scrittura carnosa, accesa e pirotecnica, quella di Pennacchi in "Canale Mussolini, in una saga familiare provvista di esilaranti e commoventi dialoghi e rivelatrice di un'epica popolare italiana singolare. Il ciclo è continuato con "Canale Mussolini parte seconda" (più insistito e cronachistico, meno riuscito) ma è rifiorito appena un anno fa con "La strada del mare", che riaccende lo stato di grazia di "Canale Mussolini" e conclude la saga familiare. Con Antonio Pennacchi è scomparso uno scrittore di sangue e anima, robusto, molto particolare. Copiosa è la sua produzione, non tutta stilisticamente unitaria. Fra i molti altri titoli va ricordato almeno "Il fasciocomunista", Vita scriteriata di Accio Benassi", Mondadori.

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13agosto
2021

Il 29 luglio è morto Roberto Calasso. Aveva 80 anni, era uno dei grandi editori italiani, certamente il più raffinato e il più profondamente colto. Era il grande capo di Adelphi, casa editrice che lui fondò nel 1962 con Roberto Bobi Bazlen e Luciano Foà. La Adelphi, nota per le sue sobrie ed eleganti copertine nei vari color pastello senza immagini (negli ultimi anni alcuni titoli e alcune collane portavano anche un'immagine, ma sempre con raffinatezza grafica) aveva assunto nel tempo una tale autorevolezza e un tale rigore al punto che il fatto stesso di essere pubblicato da quel marchio assegnava a un libro un prestigio e un vantaggio di immagine prima ancora di essere aperto. Calasso sapeva cogliere, quasi annusare autori fra i più disparati, spesso togliendoli dal silenzio con cui erano circondati in Italia, oppure nobilitando ancora di più scrittori già noti. Ecco soltanto alcuni nomi del possente catalogo Adelphi, che oggi costituisce una ricchezza letteraria e bibliografica unica: Herman Hesse, Robert Walser, Mordechai Richler, Giuido Morselli, Georges Simenon, Friedrich Dürrenmatt, Milan Kundera, Karl Kraus, Vladimir Nabokov, Jorge Luis Borges, Thomas Bernhard. Sandor Marai, Arthur Schnitzler. E, fra gli italiani, per esempio Gadda, Sciascia, Landolfi, Parise, Arbasino, Manganelli, Savinio. Di suo, Calasso era un uomo coltissimo, che allargava il suo sguardo ai campi vasti della letteratura, della filosofia, delle civiltà e religioni orientali, del mondo classico. Fra i suoi numerosi e prestigiosi saggi, celebre è "Le nozze di Cadmo e Armonia", un poderoso affresco sui miti dell'Olimpo greco e sulla loro commistione con le vicende umane (uscì nel 1988, vendette oltre mezzo milione di copie). Roberto Calasso: un grande editore, un grande uomo di cultura. Adelphi: la sua raffinatissima creazione editoriale.

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06agosto
2021

Riproponiamo la presentazione di un romanzo che forse non esiste.

Genere: scrittura che parla di scrittura, seduzione fra un uomo e una donna. Nell’aria fine delle montagne svizzere. Uno scrittore di grande successo, provvisto di regolamentare barba rada color cenere e occhiali, sente il peso della sua notorietà abituale come una droga e decide di scomparire per un po’, vuol provare l’ebbrezza dell’anonimato, prima di tornare naturalmente ad abbeverarsi alla propria celebrità. Taglia la barba, mette le lenti a contatto, cambia pettinatura e prenota un mese di vacanza ad agosto in un vecchio albergo di legno dell’Engadina: in valigia ha buoni libri e il portatile su cui sta lavorando al suo nuovo romanzo. Nell’alone di aria buona, lo scrittore trova un suo ritmo quieto, assorto. Ma lui resta un uomo sensibile al fascino femminile e dunque trasalisce quando, osservando da intenditore una signora misteriosamente bella, sola, anche lei ospite dell’albergo, seduta ogni pomeriggio in una poltrona di vimini sulla grande terrazza, scopre che la sconosciuta sta leggendo proprio un suo romanzo, l’ultimo da lui pubblicato, la storia di una lunga seduzione febbrile.

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30luglio
2021

…Già nella forma sonora della parola lo spirito aveva trovato il proprio corpo. Tuttavia il suono era solo temporaneo, e così era temporaneo anche questo corpo. Ora l’uomo gli trova per così dire un secondo corpo che non appartiene più al mondo dell’orecchio, bensì a quello dell’occhio. Ogni suono si trasforma in una figura visibile, in segno grafico; la parola parlata si trasforma in parola stampata e il discorso ha luogo ora sulla sulle pagine del libro...

Da "Elogio del libro",di Romano Guardini (1885-1968), Edizioni Morcelliana

Immagine: "Natura morta con libro", Paul Signac (1863-1935)

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23luglio
2021

Illustrazione: Paul Klee (1879-1940), "Luna"

Domani, 24 luglio, ci sarà plenilunio. Luna piena in piena estate. (La prossima luna, a fine agosto, rischiarerà un'aria notturna ormai già pre-settembrina...). La luna, con il suo chiarore diafano e la sua luce nivea e fantastica nella notte, ha sempre ispirato la letteratura: è stata toccata nell'immaginazione (da Ariosto a Jules Verne) ma soprattutto ha soggiogato l'animo dei poeti. Il mistero della luna fu peraltro più ineffabile quando essa era irraggiungibile rispetto ad oggi, quando l'uomo ha ormai conquistato la luna, senza peraltro trarvi chissà che giovamento. Leopardi, in "Alla luna", la definisce "diletta"; la chiama "vereconda" in "Ultimo canto di Saffo" e "queta" in "La sera del dì di festa". In "Canto notturno di un pastore errante" la luna è chiamata, di volta in volta, "silenziosa, vergine, intatta, solinga, eterna, peregrina, candida, giovinetta immortale". Eugenio Montale, un anno prima dell'allunaggio del 1969, immagina, in "Fine del '68", che l'uomo giunga sulla luna e guardi la terra, contemplando "dalla luna, o quasi,/ il modesto pianeta che contiene/ filosofia, teologia, politica,/ pornografia, letteratura, scienze palesi o arcane./ Dentro c'è anche l'uomo, /ed io tra questi. E tutto è molto strano". Anche nella narrativa ci sono moltissimi chiari di luna. Ne evochiamo qui sotto uno celebre, di Lew Tolstoj.

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16luglio
2021

(mf) 60 anni fa, nel luglio del 1961, moriva Ernest Hemingway. Un colpo di carabina rivolto a se stesso, un momento di profondo sconforto, forse di impotenza creativa. Ricordandolo, pesco un brano da “Verdi colline d’Africa”:

"Ora a guardare dal corridoio fra gli alberi al di sopra della piccola valle il cielo percorso da nubi bianche sospinte dal vento, amavo tanto questo paese da sentirmi felice come ci si sente quando si è stati con una donna che si ama veramente….e se ne vuole sempre di più, per avere questo ed essere, e viverci dentro, per possederlo ora di nuovo e per sempre, per questo lungo e così rapidamente terminato ‘sempre’: e il tempo diviene immobile, tanto immobile talvolta che, dopo, ci attendiamo di sentirlo muoversi, ed è così lento a ripartire. Ma non si è soli, perché se hai amato davvero con felicità e senza tragedie, lei ti ama sempre. Chiunque lei ami adesso, o dovunque sia, essa ti ama sempre di più. Così se hai amato una donna o qualche paese ti puoi ritenere fortunato, perché anche se muori, dopo, non ha importanza” .

Una riflessione:

Hemingway vitalistico, istintivo, reattivo alle sensazioni primarie, ai piaceri da consumare, vino, caccia, corrida, donne, guerra. E parrebbe di aver snidato il nocciolo essenziale di questo autore così inquieto, così assettato di vita vera, così insoddisfatto di quelle “vite” che ogni volta lo deludevano, così ansioso e disperato. Abbiamo gustato tutti la musicalità sincopata, i ritmi, le luci della sua scrittura. Ne abbiamo valutato il fascino espressivo e di temi e anche alcune discontinuità e fragilità. Eppure, dentro il jazz narrativo di questo bulimico dell’esistenza, a rileggerlo bene, puoi trovare la traccia leggera ma inconfondibile del comune desiderio di felicità vera che fa parte del cuore umano, e una tensione – spesso fuorviata – all’assoluto. La riflessione qui citata, dal romanzo di caccia, di vita, di affetti e di sfide “Verdi colline d’Africa”, conferma che Hemingway , frammentato tra viaggi, fronti di battaglie, mogli, figli, pagine piene e pagine drammaticamente bianche -fino al suicidio finale – coltivava dentro di sé il desiderio di un bene grande, declinato nella forma del desiderio d’amare ( e soprattutto di essere amato).

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09luglio
2021

(m.f.) Dietro ogni inclinazione alla lettura c’è sempre una storia personale. Vi dico la mia, ognuno poi ha la propria.

- Tom!
Nessuna risposta.
- Tom!
Nessuna risposta.
- Ma dove si sarà cacciato quel diavolo d’un ragazzo! - esclamò zia Polly.

Ricordo ancora oggi la voce di mia mamma che, quando avevo quattro anni, cominciò a leggere a me e ai miei fratelli Le avventure di Tom Sawyer di Mark Twain. Il mio primo contatto con i libri fu proprio quel rapporto indiretto fra me e e quel misterioso oggetto, dal quale la voce della mamma traeva quelle parole che mi incantavano e che mi accesero un amore di storie che dura ancora oggi. Nel frattempo, guardando mio fratello maggiore fare i compiti e scrutando a ogni ora un libro di filastrocche che era diventato il mio feticcio, imparai anche a leggere e riuscii a compitare il primo verso d’una poesiola: «Gian Pignatta era un pupazzo di cioccolatta… ».
Qualche anno dopo lessi da solo Le avventure di Tom Sawyer (nella foto la copertina) e scoprii che anch’io potevo entrare con gli occhi nel fruscìo di quelle pagine, stare anch’io lungo le rive del Mississipi con Tom Sawyer e Huck Finn. Avevo finalmente in mano la chiave magica che negli anni successivi mi dischiuse giardini segreti, misteri, pirati, ragazze russe in slitta, tormenti d’amore e mappe del tesoro, parroci in lotta con sindaci comunisti, trame matrimoniali nella campagna inglese. Ero diventato un lettore, per sempre.

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Archivio

Il mio primo libro

9 luglio 2021

Pagine in viaggio

18 giugno 2021

Ritratti americani

11 giugno 2021

FERMARE IL TEMPO

2 aprile 2021

Un romanzo ebraico

19 marzo 2021

Un epistolario inquieto

12 febbraio 2021

Il graffio di Sciascia

29 gennaio 2021

Un giallo comico

29 gennaio 2021

Letti a letto

22 gennaio 2021

Un'eco di Eco

15 gennaio 2021

Commedia di qualità

15 gennaio 2021

Un "racconto perfetto"

24 dicembre 2020

Il fascino di Micòl

11 dicembre 2020

Pereira e Pareri (2)

27 novembre 2020

Pereira e Pareri

20 novembre 2020

L'arte secondo Bassani

30 ottobre 2020

Un Coniglio rivisitato

23 ottobre 2020

A lezione di desiderio

23 ottobre 2020

Un tenace amore

11 settembre 2020

Leggere e vivere

17 luglio 2020

QUANTE VITE

10 luglio 2020

L'ignoto ignoto

3 luglio 2020

I finali cambiati

26 giugno 2020

La serie continua

27 marzo 2020

Le storie degli altri

28 febbraio 2020

L'incipit di Snoopy

21 febbraio 2020

Bassani, 20 anni dopo

7 febbraio 2020

Racconti natalizi

13 dicembre 2019

Un re a Göschenen

13 dicembre 2019

Ragazzi tra le macerie

29 novembre 2019

Le braci. Una nota

8 novembre 2019

La brutta e la cattiva

8 novembre 2019

Memoria dei libri

18 ottobre 2019

Assaggi di Simenon

4 ottobre 2019

Novità in libreria

27 settembre 2019

L'attesa della neve

20 settembre 2019

Il ritorno di Pedro Lenz

6 settembre 2019

Canicola in giallo

28 giugno 2019

Amarcord a Padova

17 maggio 2019

Leggere? Rileggere

19 aprile 2019

Fate un confronto

8 marzo 2019

Ancora su Amos Oz

18 gennaio 2019

In morte di Amos Oz

4 gennaio 2019

Una ballata amorosa

4 gennaio 2019

Una collana natalizia

21 dicembre 2018

Natale di montagna

18 dicembre 2018

I 60 anni del Gattopardo

23 novembre 2018

Una ballata amorosa

9 novembre 2018

Gocce di Nabokov

19 ottobre 2018

Una vita verso sera

12 ottobre 2018

Vite e servizi segreti

21 settembre 2018

Un nonno in affanno

17 agosto 2018

Appunti cecoviani

3 agosto 2018

Storia di una ragazza

12 luglio 2018

PERCHE' SI SCRIVE...

28 aprile 2018

Scrivere freddamente

13 aprile 2018

I libri, la vita

23 marzo 2018

Angoscia e tenerezza

16 febbraio 2018

Perché leggere romanzi?

10 febbraio 2018

Rileggere Buzzati

15 dicembre 2017

Circoli: un rinvio

28 novembre 2017

Un antipatico che piace

24 novembre 2017

Un cuore in battaglia

3 novembre 2017

Un bel romanzo tedesco

15 settembre 2017

Melodia della terra

8 settembre 2017

Un giallista di razza

1 settembre 2017

Scavi nella memoria

4 agosto 2017

Romanzo di montagna

7 luglio 2017

Un premio meritato

7 luglio 2017

Se si ama, si ama

4 maggio 2017

Letteratura in pericolo?

18 febbraio 2017

Il vecchio e il bimbo

17 febbraio 2017

La ragazza di Bube

27 gennaio 2017

Il cuore di Anna

20 gennaio 2017

BUON NATALE

23 dicembre 2016

Libri, una dimora

14 dicembre 2016

La montagna incantata

2 dicembre 2016

Il Nobel alla canzone

14 ottobre 2016

Gialleggiamo

8 settembre 2016

Boris Pasternak

27 agosto 2016

La maestra dei racconti

15 febbraio 2016

LE VOCI DELLA SERA

18 gennaio 2016

"BENEDETI I ZORZI VILA!"

28 dicembre 2015

LIBRI SOTTO L'ALBERO

14 dicembre 2015

LIBRI PER NATALE

10 dicembre 2015

FIGURINE E FLAUBERT

26 ottobre 2015

DI NUOVO ANNE TYLER

31 maggio 2015

ANCORA SU ANNE TYLER

12 maggio 2015

EMMA COMPIE 200 ANNI

23 aprile 2015

ZIVAGO E' VIVO

13 gennaio 2015

SI RIPARLA DI"GIUDA"

13 gennaio 2015

LIBRI SOTTO L'ALBERO

20 dicembre 2014

UNA LETTRICE CI SCRIVE

16 dicembre 2014

AMOS OZ, DI NUOVO

23 novembre 2014

ANCORA SU AMOS OZ

19 novembre 2014

QUATTRO AMICI AL BAR

25 ottobre 2014

UN ROMANZO INTIMO

20 luglio 2014

FACCIAMOCI DUE RISATE

19 luglio 2014

QUIZ SUBITO RISOLTO

12 maggio 2014

NUOVO QUIZ

11 maggio 2014

200 ANNI PORTATI BENE

25 aprile 2014

UN GRAN BEL ROMANZO

16 aprile 2014

NUOVO QUIZ RISOLTO

15 aprile 2014

QUIZ SEMPRE APERTO

14 aprile 2014

QUIZ

11 aprile 2014

HUCK FINN, GIUSTO

9 aprile 2014

NUOVO QUIZ

8 aprile 2014

QUIZ RISOLTO

6 aprile 2014

NUOVO QUIZ

4 aprile 2014

RIECCOCI

20 marzo 2014

ANCORA SU ALICE MUNRO

12 novembre 2013

ANCORA SU "NEULAND"

8 novembre 2013

LETTORI

3 novembre 2013

DONNE CHE LEGGONO

30 ottobre 2013

ANNOTARE I LIBRI ?

26 ottobre 2013

RISCOPRIRE MALAMUD

24 ottobre 2013

QUANTO PIACE "STONER"!

23 ottobre 2013

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22 ottobre 2013

UNA PILA DI LIBRI

19 ottobre 2013

COME STANNO I LIBRI?

16 ottobre 2013

LEGGERE IN TRENO

15 ottobre 2013

MA L'HANNO LETTA?

11 ottobre 2013

AL PASSO CON IL NOBEL

10 ottobre 2013

LA FORTUNA DEI MEIJER

9 ottobre 2013

UN POTERE MAGICO

9 ottobre 2013

UNA BELLA NOTIZIA

6 ottobre 2013

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5 ottobre 2013

I LIBRI E LA REALTA'

4 ottobre 2013

ELOGIO DEI CLASSICI

28 settembre 2013

RILEGGERE CASSOLA

25 settembre 2013

Fabiana (CLEB)

23 settembre 2013

VITA E DESTINO

21 settembre 2013

I LIBRI PARLANO DI NOI

20 settembre 2013

LA PROVA DEL LETTORE

19 settembre 2013

IL LAVORO DEL LETTORE

18 settembre 2013

UNA STANZA TUTTA PER SE'

17 settembre 2013

UN PENSIERO CONDIVISO

16 settembre 2013

SETTEMBRE, ANDIAMO...

3 settembre 2013

LIBRI IN VALIGIA

14 giugno 2013