Circolo dei Libri

Per condividere con altri il gusto della lettura, che per principio è individuale ma poi può anche farsi compagnia.

23novembre
2017

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Una poetessa coraggiosa e singolare del Sedicesimo secolo, una serata organizzata dall’Associazione Archivi Riuniti delle Donne Ticino (AARDT) in collaborazione con il Circolo dei libri. Giovedì 30 novembre, alle ore 18, nell’Aula Magna delle Scuole Elementari di Massagno, Laura Bosio, scrittrice, e Bruno Nacci, letterato, dialogheranno con Michele Fazioli parlando del romanzo scritto a quattro mani sulla vita vera di Chiara Matraini, poetessa coraggiosa del Cinquecento: “Per seguire la mia stella” (Guanda).

Lucca rinascimentale: una giovane donna, nata nel 1515, osa diventare poetessa. Dovrà lottare per amore della poesia, del figlio, dell’uomo che ama: C’era chi la adorava, molti non l’amavano affatto, le donne per il suo coraggio che scambiavano per arroganza, gli uomini per la sua intelligenza e il suo talento, le une e gli altri per la sua singolarità che era diventata ogni giorno più visibile. Il pericolo di una diversità.

Entrata libera, al termine sarà offerto un rinfresco.

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17novembre
2017

(m.f.) Dietro ogni inclinazione alla lettura c’è sempre una storia personale. Vi dico la mia, ognuno poi ha la propria.

- Tom!
Nessuna risposta.
- Tom!
Nessuna risposta.
- Ma dove si sarà cacciato quel diavolo d’un ragazzo! - esclamò zia Polly.

Ricordo ancora oggi la voce di mia mamma che, quando avevo quattro anni, cominciò a leggere a me e ai miei fratelli Le avventure di Tom Sawyer di Mark Twain. Il mio primo contatto con i libri fu proprio quel rapporto indiretto fra me e e quel misterioso oggetto, dal quale la voce della mamma traeva quelle parole che mi incantavano e che mi accesero un amore di storie che dura ancora oggi. Nel frattempo, guardando mio fratello maggiore fare i compiti e scrutando a ogni ora un libro di filastrocche che era diventato il mio feticcio, imparai anche a leggere e riuscii a compitare il primo verso d’una poesiola: «Gian Pignatta era un pupazzo di cioccolatta… ».
Qualche anno dopo lessi da solo Le avventure di Tom Sawyer (nella foto la copertina) e scoprii che anch’io potevo entrare con gli occhi nel fruscìo di quelle pagine, stare anch’io lungo le rive del Mississipi con Tom Sawyer e Huck Finn. Avevo finalmente in mano la chiave magica che negli anni successivi mi dischiuse giardini segreti, misteri, pirati, ragazze russe in slitta, tormenti d’amore e mappe del tesoro, parroci in lotta con sindaci comunisti, trame matrimoniali nella campagna inglese. Ero diventato un lettore, per sempre.

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02novembre
2017

Poche settimane fa abbiamo evocato (video e recensione) un gran romanzo che compie trent’anni: “La zia Julia e lo scribacchino”, di Mario Vargas Llosa, scrittore peruviano, premio Nobel. Con piacere abbiamo scoperto che sul settimanale “Sette” del “Corriere della Sera” il critico Antonio D’Orrico ha svelato (anzi, confermato) il proprio amore per quel romanzo. D’Orrico parla di libri con la passione e gli eccessi di un tifoso: ama e detesta. Dai rischi della soggettività arbitraria e dunque anche fallace lo salva il suo enorme fiuto. Sa snidare quasi istintivamente la forza della scrittura vera. Poi uno può dissentire talvolta da certe sue passioni smodate o diffidenze umorali. Ma quando D’Orrico segnala un suo innamoramento libresco, sappiamo che nell’aria c’è una festa di lettura. Ecco il suo commento alla “Zia Julia”, da sottoscrivere in pieno.
Leggi l'articolo : Corriere della Sera - Sette, 23-29.10.2017

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27ottobre
2017

La lettrice (di libri e del nostro sito) Lucia Rovelli segnala un filone "noir" francese che le piace e che anche ad altri è piaciuto. Qui addirittura si parte dalle ninfee di Monet....

(Michel Bussi, Ninfee nere, 2016 e Non lasciare la mia mano, Edizioni e/o, 2017)

(Lucia Rovelli) Giallista noir normanno, assai acclamato in Francia, Michel Bussi compare con tre diversi libri in italiano. Nel primo testo l'azione si svolge a Giverny, ed è dominata dalla casa di Monet, dal suo stagno delle ninfee, dalle tragedie che vi capitano: un racconto quasi claustrofobico, almeno fino a quando si riesce ad intuire che ci sono storie che si svolgono in diversi momenti, che si incrociano e si legano ad una protagonista unica. L’altro romanzo racconta di una caccia all'uomo nell'isola della Réunion, scoglio francese nell'oceano indiano, ed uno dei posti più particolari dove siamo stati. Anche in questo libro la vicenda narrata non è come sembra, e seppur meno noir, non lascia molte vie di fuga al lettore. Non ho letto Tempo assassino, pubblicato tra i due citati, che mi dicono un po' meno intrigante


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20ottobre
2017

Il premio Nobel per la letteratura 2017 è andato quest'anno allo scrittore inglese (d'origine giapponese) Kazuo Ishiguro.Per conoscere e apprezzare questo autore importante che è a tutti gli effetti uno scrittore britannico, il Circolo dei libri consiglia di leggere un suo celebre romanzo, "Quel che resta del giorno" (Einaudi), da cui fu tratto anche un bel film del regista James Ivory con la straordinaria interpretazione di Anthony Hopkins e Emma Thompson (nella foto di copertina dell'edizione italiana). Ishiguro possiede una scrittura sontuosa, elegante, complessa, bella. Giunto in Inghilterra all'età di 6 anni dal Giappone, lo scrittore sembra davvero avere assunto nella sua vena creativa tutta la classica "britannicità". Ne riparleremo.

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12ottobre
2017

"Quando un solo cane si mette ad abbaiare a un'ombra, diecimila cani ne fanno una realtà" (Cioran).

Questa frase è stata scelta quale introduzione da Antonio Manzini per il suo nuovo romanzo "Pulvis et umbra" (un titolo in latino, "polvere e ombra": bello), in cui ricompare il vicequestore Rocco Schiavone, romano spedito a fare il poliziotto nel freddo della Valle D'Aosta per una specie di punizione e lassù indagatore su delitti e soprattutto su storie e tormenti umani (uno poi, di tormento intimo, ne ha lui, doloroso nella memoria...). Schiavone è aspro di carattere, quasi rognoso, ma uomo vero. Dispiace ma piace, insomma. In questo ultimo romanzo ha a che fare con un doppio enigma da indagare, in valle d'Aosta e a Roma. E c'è ombra, e c'è polvere, metaforicamente... Ma per apprezzare e gustare la serie conviene al lettore cominciare dall'inizio:

"Pista nera", "La costola di Adamo", "Era di maggio", "Cinque indagini romane per Rocco Schiavone" e "7-7-2007".Tutti editi da Sellerio

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05ottobre
2017

La lettura e la scrittura nascono dalla misteriosa esigenza, radicata in tutti gli esseri umani, di vivere altre vite oltre alla propria. Per condividere la passione per le storie e la letteratura, la Scuola Yanez riprende i suoi laboratori a Bellinzona, a Lugano e in Italia. Informazioni: www.scuolayanez.com.
Per approfondire il senso dei laboratori della Scuola Yanez, può servire la pagina più recente del Blog del suo responsabile, lo scrittore Andrea Fazioli: http://andreafazioli.ch/blog/2017/10/05/terrain-vague/«Non siamo sempre noi le vecchie tigri di Mompracem? Dove piantiamo le unghie, la preda non scappa più» (Emilio Salgari).Foto: Henri Rousseau, "Sorpresa! o Tigre in una foresta tropicale", 1891.

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28settembre
2017

Compie 40 anni uno dei più affabulatori, coloriti, carnali romanzi di Mario Vargas Llosa, l’importante e bravissimo romanziere peruviano di 81 anni, premio Nobel per la letteratura nel 2010 (nella foto): un narratore puro. “La zia Julia e lo scribacchino” (Einaudi) è un incrociarsi pirotecnico di storie vivide, una vera festa della immaginazione narrativa , affidata alla figura di uno scrittore stravagante e stralunato, una specie di Balzac creolo, un piccoletto sgraziato dalla voce affascinante e dall’immaginazione poderosa che sforna, per dodici ore al giorno, romanzi radiofonici che appassionano le folle. In mezzo a queste storie corre quella del giovane Mario, che spera di diventare scrittore. E poi c’è la zia Julia… Ne riparleremo.

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22settembre
2017

Lucia Rovelli, lettrice fedele al nostro sito, ci segnala il ciclo di “gialli” storici di Ben Pastor (nella foto), una scrittrice italiana che vive negli USA e scrive in inglese (brava davvero):

“Di Ben Pastor sto seguendo il ciclo dedicato alla seconda guerra mondiale, visto dagli occhi di un soldato tedesco, Martin Bora, ufficiale del controspionaggio, che si trova ad affrontare casi polizieschi nei vari luoghi in cui viene spostato. Ho molto amato “Kaputt mundi” (Roma, 1944) e Il “morto in piazza” (Abruzzo, pochi mesi più tardi). Poi “La strada per Itaca” (Creta, 1941) e l'ultimo letto, “I piccoli fuochi” (Bretagna, 1940). La seconda guerra, pur essendo da poco terminata quando nascevamo, in realtà non ci appartiene; sappiamo tanto, forse, ma non è esperienza. Martin Bora, buon tedesco, ma ferocemente nemico delle SS, ci conduce, mi sembra con accuratezza, dentro avvenimenti fuori dalla Germania, avvenimenti per noi sempre più lontani nel tempo, sempre più relegati nei libri di storia, soprattutto man mano che i testimoni diretti muoiono. I romanzi di Ben Pastor sono tradotti in italiano e pubblicati da Sellerio”.

Lucia Rovelli

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15settembre
2017

Lisa Ciocco (Circolo di lettura di Lugano), segnala, dopo quello della scorsa settimana, un secondo libro che le è piaciuto quest’estate:
Christoph Hein, “Il figlio della fortuna”, Edizioni e/o
Un figlio, un uomo, cittadino della nascente Repubblica democratica tedesca, deve trascorrere tutta la sua vita, sin dalla nascita nel 1945, a distanziarsi dal defunto padre, criminale di guerra. Una mamma piena di dignità, e un fratello che sempre più assomiglia ad un padre scomodo, sono, insieme al protagonista, gli attori di questo romanzo intenso e ben scritto. Molti sono gli sforzi del figlio per sottrarsi alle ombre lasciate dal padre: la scelta di prendere un altro cognome, la decisione di entrare nella Legione straniera a Marsiglia, il ritorno nella RDT poco dopo la costruzione del Muro, dove però gli viene impedito di terminare gli studi...
L’autore narra, in modo a tratti anche divertente e commovente, una vita esemplare e senza precedenti percorrendo sessant’anni di storia tedesca, per la quale purtroppo talvolta le colpe dei padri possono ancora ricadere sulla vita presente e condizionarla. Un libro appassionante,che mi è dispiaciuto finisse.

Lisa Ciocco

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