Circolo dei Libri

Per condividere con altri il gusto della lettura, che per principio è individuale ma poi può anche farsi compagnia.

22ottobre
2021

Alla faccia di chi da decenni decreta “la fine del romanzo”, il romanzo esiste, resiste, persiste. Se ne scrivono e pubblicano troppi, d’accordo. Ma talvolta se ne leggono di buoni, di ottimi. Quando esce un romanzo forte e bello si fa festa. E’ il caso di “Di chi è la colpa” (Mondadori) di Alessandro Piperno. Una storia familiare complessa, complicata, febbrile, italiana ed ebraica, fra Roma e New York: lo sguardo curioso, ferito, indifeso e dunque anche menzognero di un ragazzino (poi adolescente, poi adulto) su un groviglio parentale di destini, amori, bugie, ambiguità. Basta, non si dice di più, questo è solo un avvertimento: leggetelo, ne riparleremo. " Se ci fossero i campionati europei della letteratura, "Di chi è la colpa" alzerebbe la coppa a Wembley..." (Antonio D'Orrico, "Corriere della sera").

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15ottobre
2021

Un consiglio per tutti coloro che amano leggere , e in particolare per gli amici dei nostri Circoli di lettura: leggete, non appena potete, con continuità e metodo, non a spizzichi e a intermittenze troppo larghe. Un romanzo è come un concerto: andrebbe gustato nel modo più unitario e continuato possibile. La pensava così anche il grande Philip Roth (1933-2018). Parlando di un personaggio (uno scrittore celebre), il quale, dopo aver sostato un poco, la sera, a chiacchierare davanti al camino sorseggiando un goccio di cognac, si alza per ritirarsi, Roth scrive:

“… disse che doveva ancora dedicarsi alla propria lettura serale. Non rendeva giustizia a uno scrittore se non lo leggeva per qualche giorno consecutivamente e per almeno tre ore di fila. Altrimenti, nonostante le note e le sottolineature, perdeva i contatti con la vita interiore del libro, e tanto sarebbe valso non averlo neppure cominciato…”

Philip Roth, “Lo scrittore fantasma”, Einaudi

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08ottobre
2021


Dialogo fra Kurt Vonnegut e John Barth (scrittori):Vonnegut: “Come tutti, scrivo nella segreta speranza di cambiare il mondo”.John Barth: “Non tutti, Kurt: ad alcuni basta riuscire a raccontare una storia”.Da :John Barth, "L'algebra e il fuoco", Minimumfax(in cui fra l'altro l'autore raccomanda a chi scrive di "unire sempre all'algebra della tecnica il fuoco del sentimento e delle idee").A occhio, la nostra simpatia va a John BarthIllustrazione: Pierre Bonnard (1867-1947): donna che scrive

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24settembre
2021

"Voi fate grandi progressi, ma permettetemi di ripetervi un consiglio: di scrivere più freddamente. Quanto più la situazione è sentimentale, tanto più freddamente occorre scrivere, e tanto più sentimentale riesce. Inzuccherare non conviene".

Anton Checov (nella foto) in una lettera a Lidija Avilova, amica(intima) e aspirante scrittrice.

Una fulminante lezione, da parte del grande Checov, su come sia opportuno sfrondare, togliere più che aggiungere, non fare mai i riccioli con le parole (che è tentazione di tutti, prima o poi). Naturalmente poi anche Checov di tanto in tanto sospende la sobrietà ben misurata di una scrittura nitida e senza volùte barocche, per soffermarsi su qualche malinconia più addolcita, o dolente, per indugiare su un grumo di emozioni, sulla melodia di un rimpianto. Ma qui sta la grandezza del Maestro che sa cambiare ritmo, sbilanciare l'ovvio, creare piccoli moti che riscaldino quel poco che basta la "freddezza" ben calcolata di chi sa bene che le parole non vanno mai sprecate.

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17settembre
2021

Leggete questa bella frase, quasi pittorica, di Charles Baudelaire (1821-1867):

«La carrozza porta via al gran trotto, in un viale zebrato d'ombra e di luce, le bellezze adagiate come in una navicella, indolenti, mentre ascoltano vagamente le galanterie che cadono nel loro orecchio e si abbandonano al vento della passeggiata».

Scritta nella prima metà dell' Ottocento, sembra prefigurare l’arte impressionista che stava per nascere. Baudelaire era un appassionato d’arte: «Sin da giovanissimo, i miei occhi colmi di immagini dipinte o incise non avevano mai potuto saziarsi e credo che i mondi potrebbero finire prima che io diventi iconoclasta. Glorificare il culto delle immagini: la mia grande, la mia unica, la mia primitiva passione». Parafrasndo Stendhal, aveva scritto: “Il Bello non è che la promessa della felicità”. Salvo che Stendhal si riferiva alla bellezza femminile, dopo una notte milanese passata a veder danzare in una festa delle donne molto belle. Baudelaire, invece, si riferiva all’arte, in generale. Osservava per le vie di Parigi scene, luci, colori, gente, amava guardare nei quadri la vita e la vita nei quadri. E scriveva…

Immagine: Edgar Degas (1834-1917), "Carrozza alle corse"

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10settembre
2021

Un buon libro è un libro che si ha voglia di rileggere, prima o poi. Il problema è che per sapere se un libro si avrà voglia di leggerlo una seconda volta, bisogna leggerlo una prima volta. E spesso è tempo sprecato. Il lettore accorto matura a poco a poco un suo istinto, un suo fiuto per capire al volo se un libro valga la pena di essere letto. O, meglio, se a quel libro valga la pena di dedicare alcune ore della propria vita. Ci sono così tante cose belle da fare (e da leggere), nella vita, che non vale la pena sprecare tempo.

Illustrazione: Felix Vallotton (1865-1925), "La lettrice".

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27agosto
2021

Da un articolo di Marco Archetti su "Il Foglio", che parla della forza della narrazione scritta e del decisivo ruolo di chi la legge:

"....Una donna è seduta comoda su un divano, sotto il cono di luce di una lampada. Ha lo sguardo sulla pagina di un romanzo. Gli occhi corrono una riga dopo l'altra. Per il resto, non si muove foglia. Non si sente un rumore. Tutte le porte sono chiuse. La donna è immobile come una statua, eppure nessuna immagine di immobilità è tanto bugiarda come questa. Nessuna immagine di immobilità potrebbe nascondere più tumulti, impennate, picchiate, viaggi fulminei, scarti laterali, inventari, frotte d pensieri in elaborazioni contemporanee, fughe in avanti, grandi falcate, occhiate al retrovisore, comparazioni, calcoli, ovazioni, riconsiderazioni, implosioni, flussi di analogie, vuoti d'aria, tuffi nell'acquario, risate a mezz'aria, traslochi di parole, appropriazioni. Un vero e proprio caso di immobilità vorticosa. Un caso di isolamento totale, in totale contatto con l'universale". Alla fine, il lungo articolo si conclude cosi:

"Un lettore sa che la forza di un racconto esiste solo a una condizione: che esista la forza di un ascolto. Ogni singolo lettore è il principale responsabile dell'esistenza di tutta la letteratura"

(Illustrazione: H. Matisse “La lettrice in abito viola”)

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20agosto
2021

"Maladeti i conti Zorzi Vila!". L'imprecazione in dialetto veneto sulla bocca di tre generazioni del folto casato dei Peruzzi, trasmigrato dalle campagne contadine del Norditalia nelle laziali Paludi Pontine al tempo in cui Mussolini decise di bonificarle e crearvi campi, fattorie, città, la conoscono bene i partecipanti ai nostri Circoli di lettura. E la conoscono i molti lettori che hanno apprezzato la discontinua ma sicura stoffa di scrittura del romanziere Antonio Pennacchi, morto in questo mese di agosto a 71 anni. Lavorammo su "Canale Mussolini" (Mondadori), Premio Strega nel 2010, e ci divertimmo parecchio, scoprendo una pagina di storia esplorata da uno sguardo originale e insolito. In mezzo alle molte nefandezze del fascismo, la ciclopica opera di bonifica dell'Agro Pontino fu una grossa impresa attorno alla quale crebbe un pezzo di popolo migrante che nel corso di novant'anni ha impastato la cultura, la lingua e i riti del Veneto contadino con l'humus, la lingua e la storia del litorale romano. Scrittura carnosa, accesa e pirotecnica, quella di Pennacchi in "Canale Mussolini, in una saga familiare provvista di esilaranti e commoventi dialoghi e rivelatrice di un'epica popolare italiana singolare. Il ciclo è continuato con "Canale Mussolini parte seconda" (più insistito e cronachistico, meno riuscito) ma è rifiorito appena un anno fa con "La strada del mare", che riaccende lo stato di grazia di "Canale Mussolini" e conclude la saga familiare. Con Antonio Pennacchi è scomparso uno scrittore di sangue e anima, robusto, molto particolare. Copiosa è la sua produzione, non tutta stilisticamente unitaria. Fra i molti altri titoli va ricordato almeno "Il fasciocomunista", Vita scriteriata di Accio Benassi", Mondadori.

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13agosto
2021

Il 29 luglio è morto Roberto Calasso. Aveva 80 anni, era uno dei grandi editori italiani, certamente il più raffinato e il più profondamente colto. Era il grande capo di Adelphi, casa editrice che lui fondò nel 1962 con Roberto Bobi Bazlen e Luciano Foà. La Adelphi, nota per le sue sobrie ed eleganti copertine nei vari color pastello senza immagini (negli ultimi anni alcuni titoli e alcune collane portavano anche un'immagine, ma sempre con raffinatezza grafica) aveva assunto nel tempo una tale autorevolezza e un tale rigore al punto che il fatto stesso di essere pubblicato da quel marchio assegnava a un libro un prestigio e un vantaggio di immagine prima ancora di essere aperto. Calasso sapeva cogliere, quasi annusare autori fra i più disparati, spesso togliendoli dal silenzio con cui erano circondati in Italia, oppure nobilitando ancora di più scrittori già noti. Ecco soltanto alcuni nomi del possente catalogo Adelphi, che oggi costituisce una ricchezza letteraria e bibliografica unica: Herman Hesse, Robert Walser, Mordechai Richler, Giuido Morselli, Georges Simenon, Friedrich Dürrenmatt, Milan Kundera, Karl Kraus, Vladimir Nabokov, Jorge Luis Borges, Thomas Bernhard. Sandor Marai, Arthur Schnitzler. E, fra gli italiani, per esempio Gadda, Sciascia, Landolfi, Parise, Arbasino, Manganelli, Savinio. Di suo, Calasso era un uomo coltissimo, che allargava il suo sguardo ai campi vasti della letteratura, della filosofia, delle civiltà e religioni orientali, del mondo classico. Fra i suoi numerosi e prestigiosi saggi, celebre è "Le nozze di Cadmo e Armonia", un poderoso affresco sui miti dell'Olimpo greco e sulla loro commistione con le vicende umane (uscì nel 1988, vendette oltre mezzo milione di copie). Roberto Calasso: un grande editore, un grande uomo di cultura. Adelphi: la sua raffinatissima creazione editoriale.

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06agosto
2021

Riproponiamo la presentazione di un romanzo che forse non esiste.

Genere: scrittura che parla di scrittura, seduzione fra un uomo e una donna. Nell’aria fine delle montagne svizzere. Uno scrittore di grande successo, provvisto di regolamentare barba rada color cenere e occhiali, sente il peso della sua notorietà abituale come una droga e decide di scomparire per un po’, vuol provare l’ebbrezza dell’anonimato, prima di tornare naturalmente ad abbeverarsi alla propria celebrità. Taglia la barba, mette le lenti a contatto, cambia pettinatura e prenota un mese di vacanza ad agosto in un vecchio albergo di legno dell’Engadina: in valigia ha buoni libri e il portatile su cui sta lavorando al suo nuovo romanzo. Nell’alone di aria buona, lo scrittore trova un suo ritmo quieto, assorto. Ma lui resta un uomo sensibile al fascino femminile e dunque trasalisce quando, osservando da intenditore una signora misteriosamente bella, sola, anche lei ospite dell’albergo, seduta ogni pomeriggio in una poltrona di vimini sulla grande terrazza, scopre che la sconosciuta sta leggendo proprio un suo romanzo, l’ultimo da lui pubblicato, la storia di una lunga seduzione febbrile.

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Archivio

Guarda che luna

23 luglio 2021

Il mio primo libro

9 luglio 2021

Pagine in viaggio

18 giugno 2021

Ritratti americani

11 giugno 2021

FERMARE IL TEMPO

2 aprile 2021

Un romanzo ebraico

19 marzo 2021

Un epistolario inquieto

12 febbraio 2021

Il graffio di Sciascia

29 gennaio 2021

Un giallo comico

29 gennaio 2021

Letti a letto

22 gennaio 2021

Un'eco di Eco

15 gennaio 2021

Commedia di qualità

15 gennaio 2021

Un "racconto perfetto"

24 dicembre 2020

Il fascino di Micòl

11 dicembre 2020

Pereira e Pareri (2)

27 novembre 2020

Pereira e Pareri

20 novembre 2020

L'arte secondo Bassani

30 ottobre 2020

Un Coniglio rivisitato

23 ottobre 2020

A lezione di desiderio

23 ottobre 2020

Un tenace amore

11 settembre 2020

Leggere e vivere

17 luglio 2020

QUANTE VITE

10 luglio 2020

L'ignoto ignoto

3 luglio 2020

I finali cambiati

26 giugno 2020

La serie continua

27 marzo 2020

Le storie degli altri

28 febbraio 2020

L'incipit di Snoopy

21 febbraio 2020

Bassani, 20 anni dopo

7 febbraio 2020

Racconti natalizi

13 dicembre 2019

Un re a Göschenen

13 dicembre 2019

Ragazzi tra le macerie

29 novembre 2019

Le braci. Una nota

8 novembre 2019

La brutta e la cattiva

8 novembre 2019

Memoria dei libri

18 ottobre 2019

Assaggi di Simenon

4 ottobre 2019

Novità in libreria

27 settembre 2019

L'attesa della neve

20 settembre 2019

Il ritorno di Pedro Lenz

6 settembre 2019

Canicola in giallo

28 giugno 2019

Amarcord a Padova

17 maggio 2019

Leggere? Rileggere

19 aprile 2019

Fate un confronto

8 marzo 2019

Ancora su Amos Oz

18 gennaio 2019

In morte di Amos Oz

4 gennaio 2019

Una ballata amorosa

4 gennaio 2019

Una collana natalizia

21 dicembre 2018

Natale di montagna

18 dicembre 2018

I 60 anni del Gattopardo

23 novembre 2018

Una ballata amorosa

9 novembre 2018

Gocce di Nabokov

19 ottobre 2018

Una vita verso sera

12 ottobre 2018

Vite e servizi segreti

21 settembre 2018

Un nonno in affanno

17 agosto 2018

Appunti cecoviani

3 agosto 2018

Storia di una ragazza

12 luglio 2018

I libri, la vita

23 marzo 2018

Angoscia e tenerezza

16 febbraio 2018

Perché leggere romanzi?

10 febbraio 2018

Rileggere Buzzati

15 dicembre 2017

Circoli: un rinvio

28 novembre 2017

Un antipatico che piace

24 novembre 2017

Un cuore in battaglia

3 novembre 2017

Un bel romanzo tedesco

15 settembre 2017

Melodia della terra

8 settembre 2017

Un giallista di razza

1 settembre 2017

Scavi nella memoria

4 agosto 2017

Romanzo di montagna

7 luglio 2017

Un premio meritato

7 luglio 2017

Se si ama, si ama

4 maggio 2017

Letteratura in pericolo?

18 febbraio 2017

Il vecchio e il bimbo

17 febbraio 2017

La ragazza di Bube

27 gennaio 2017

Il cuore di Anna

20 gennaio 2017

BUON NATALE

23 dicembre 2016

Libri, una dimora

14 dicembre 2016

La montagna incantata

2 dicembre 2016

Il Nobel alla canzone

14 ottobre 2016

Gialleggiamo

8 settembre 2016

Boris Pasternak

27 agosto 2016

La maestra dei racconti

15 febbraio 2016

LE VOCI DELLA SERA

18 gennaio 2016

"BENEDETI I ZORZI VILA!"

28 dicembre 2015

LIBRI SOTTO L'ALBERO

14 dicembre 2015

LIBRI PER NATALE

10 dicembre 2015

FIGURINE E FLAUBERT

26 ottobre 2015

DI NUOVO ANNE TYLER

31 maggio 2015

ANCORA SU ANNE TYLER

12 maggio 2015

EMMA COMPIE 200 ANNI

23 aprile 2015

ZIVAGO E' VIVO

13 gennaio 2015

SI RIPARLA DI"GIUDA"

13 gennaio 2015

LIBRI SOTTO L'ALBERO

20 dicembre 2014

UNA LETTRICE CI SCRIVE

16 dicembre 2014

AMOS OZ, DI NUOVO

23 novembre 2014

ANCORA SU AMOS OZ

19 novembre 2014

QUATTRO AMICI AL BAR

25 ottobre 2014

UN ROMANZO INTIMO

20 luglio 2014

FACCIAMOCI DUE RISATE

19 luglio 2014

QUIZ SUBITO RISOLTO

12 maggio 2014

NUOVO QUIZ

11 maggio 2014

200 ANNI PORTATI BENE

25 aprile 2014

UN GRAN BEL ROMANZO

16 aprile 2014

NUOVO QUIZ RISOLTO

15 aprile 2014

QUIZ SEMPRE APERTO

14 aprile 2014

QUIZ

11 aprile 2014

HUCK FINN, GIUSTO

9 aprile 2014

NUOVO QUIZ

8 aprile 2014

QUIZ RISOLTO

6 aprile 2014

NUOVO QUIZ

4 aprile 2014

RIECCOCI

20 marzo 2014

ANCORA SU ALICE MUNRO

12 novembre 2013

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LETTORI

3 novembre 2013

DONNE CHE LEGGONO

30 ottobre 2013

ANNOTARE I LIBRI ?

26 ottobre 2013

RISCOPRIRE MALAMUD

24 ottobre 2013

QUANTO PIACE "STONER"!

23 ottobre 2013

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22 ottobre 2013

UNA PILA DI LIBRI

19 ottobre 2013

COME STANNO I LIBRI?

16 ottobre 2013

LEGGERE IN TRENO

15 ottobre 2013

MA L'HANNO LETTA?

11 ottobre 2013

AL PASSO CON IL NOBEL

10 ottobre 2013

LA FORTUNA DEI MEIJER

9 ottobre 2013

UN POTERE MAGICO

9 ottobre 2013

UNA BELLA NOTIZIA

6 ottobre 2013

COME UN ROMANZO

5 ottobre 2013

I LIBRI E LA REALTA'

4 ottobre 2013

ELOGIO DEI CLASSICI

28 settembre 2013

RILEGGERE CASSOLA

25 settembre 2013

Fabiana (CLEB)

23 settembre 2013

VITA E DESTINO

21 settembre 2013

I LIBRI PARLANO DI NOI

20 settembre 2013

LA PROVA DEL LETTORE

19 settembre 2013

IL LAVORO DEL LETTORE

18 settembre 2013

UNA STANZA TUTTA PER SE'

17 settembre 2013

UN PENSIERO CONDIVISO

16 settembre 2013

SETTEMBRE, ANDIAMO...

3 settembre 2013

LIBRI IN VALIGIA

14 giugno 2013