Circolo dei Libri

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Bellezza, arte, scrittura

15marzo
2018

Leggete questa bella frase, quasi pittorica, di Charles Baudelaire (1821-1867):

«La carrozza porta via al gran trotto, in un viale zebrato d'ombra e di luce, le bellezze adagiate come in una navicella, indolenti, mentre ascoltano vagamente le galanterie che cadono nel loro orecchio e si abbandonano al vento della passeggiata».

Scritta nella prima metà dell' Ottocento, sembra prefigurare l’arte impressionista che stava per nascere. Baudelaire era un appassionato d’arte: «Sin da giovanissimo, i miei occhi colmi di immagini dipinte o incise non avevano mai potuto saziarsi e credo che i mondi potrebbero finire prima che io diventi iconoclasta. Glorificare il culto delle immagini: la mia grande, la mia unica, la mia primitiva passione». Parafrasndo Stendhal, aveva scritto: “Il Bello non è che la promessa della felicità”. Salvo che Stendhal si riferiva alla bellezza femminile, dopo una notte milanese passata a veder danzare in una festa delle donne molto belle. Baudelaire, invece, si riferiva all’arte, in generale. Osservava per le vie di Parigi scene, luci, colori, gente, amava guardare nei quadri la vita e la vita nei quadri. E scriveva…

Immagine: Edgar Degas (1834-1917), "Carrozza alle corse"