Circolo dei Libri

Per condividere con altri il gusto della lettura, che per principio è individuale ma poi può anche farsi compagnia.

02novembre
2018

Con il Circolo dei libri un gruppo di partecipanti ai nostri Circoli di lettura ha compiuto, sabato 20 ottobre, una giornata di ricognizione letteraria e culturale a Berzona, nella Valle Onsernone, dove si trova la casa che fu del grande scrittore svizzero Max Frisch e dove si svolge la vicenda del romanzo breve (e bello) “L’uomo nell’Olocene”, sul quale abbiamo lavorato negli incontri di settembre. Abbiamo ripercorso passaggi, atmosfere, sensazioni del romanzo, e letto anche alcuni scritti tratti da altre prose e dai diari in cui Frisch parla, con appassionata sensibilità di osservatore, proprio della sua casa e in particolare della colonna di granito che orna il terrazzo: realizzata da qualche scalpellino locale di ritorno da una emigrazione italiana nel Settecento, quella colonna per Frisch era diventata simbolo di forza materica e artigianale (la pietra granitica porosa, un lavoro lento come la scrittura), di solidità bene assestata, quasi una enigmatica, antropica simbolizzazione di sé stesso. Frisch “amava “ quella colonna, accanto alla quale è ritratto nella fotografia, scattata a Berzona. ...

Con il Circolo dei libri un gruppo di partecipanti ai nostri Circoli di lettura ha compiuto, sabato 20 ottobre, una giornata di ricognizione letteraria e culturale a Berzona, nella Valle Onsernone, dove si trova la casa che fu del grande scrittore svizzero Max Frisch e dove si svolge la vicenda del romanzo breve (e bello) “L’uomo nell’Olocene”, sul quale abbiamo lavorato negli incontri di settembre. Abbiamo ripercorso passaggi, atmosfere, sensazioni del romanzo, e letto anche alcuni scritti tratti da altre prose e dai diari in cui Frisch parla, con appassionata sensibilità di osservatore, proprio della sua casa e in particolare della colonna di granito che orna il terrazzo: realizzata da qualche scalpellino locale di ritorno da una emigrazione italiana nel Settecento, quella colonna per Frisch era diventata simbolo di forza materica e artigianale (la pietra granitica porosa, un lavoro lento come la scrittura), di solidità bene assestata, quasi una enigmatica, antropica simbolizzazione di sé stesso. Frisch “amava “ quella colonna, accanto alla quale è ritratto nella fotografia, scattata a Berzona. La giornata è stata intensa. Abbiamo risalito la valle fino allo splendido villaggio di Comologno, dove in mezzo alle antiche case contadine di sasso e legno sorgono i sontuosi, splendidi palazzi settecenteschi costruiti dagli emigranti del luogo, tornati lassù dopo aver acquisito ricchezza, cultura e poteri in Francia. E abbiamo ammirato i sorprendenti affreschi contemporanei con cui negli anni ‘50 e ‘ 60 alcuni importanti artisti ticinesi hanno ri-decorato e decorato l’antica Via Crucis a strapiombo sui prati in pendio e i muri di parecchie case. A sera, sulla via del ritorno, cambio di scena: abbiamo rivissuto la delicata, comica magia dei clown rievocando la grande figura del clown e mimo Dimitri e ammirando, nel suo ”teatro”, lo spettacolo di due bravissimi artisti di fama internazionale.