Circolo dei Libri

Per condividere con altri il gusto della lettura, che per principio è individuale ma poi può anche farsi compagnia.

Leggere vale la pena

07giugno
2019

(m.f.) Perché leggere romanzi? Tento una risposta. Naturalmente si può anche non leggere e ci sono persone squisite e sensibili e immaginose che non leggono libri e conosco grandi lettori abbastanza aridi. La lettura non è una categoria morale ma uno strumento della conoscenza (che poi potrà aprire anche squarci di bellezza e profondità di pensieri). Chiarito ciò, si può ben dire che la lettura è come il denaro, di cui è stato detto che non basta per essere felici ma un po’ serve. «Chi legge vive due volte», diceva l’editore Valentino Bompiani. E in effetti uno si tuffa in un romanzo ed entra in una vita altra, in una realtà immaginata ma vivida, nutrita peraltro dall’esperienza del vissuto. E d’altra parte quando chiudi il libro e rialzi lo sguardo sulla realtà, ci ritrovi accenti e rimandi di quelle storie appena lette. Perchè in fondo, a guardar bene, la letteratura è anche la trasformazione in scrittura di uno dei bisogni profondi del cuore umano, che è quello di conservare il tempo, di non lasciarselo sfuggire per sempre. E allora l’uomo, se ne ha il talento, inventa tempo, inventa vite. Racconta storie. Che talvolta sono solo da gustare con piacere puro, per divertimento o emozione, come una musica. Qualche altra volta dentro un romanzo battono anche le domande inesorabili e struggenti della vita, le inquietudini di senso e di moralità. Ma sempre storie, sono.

Illustrazione: Vincent Van Gogh (1853-1890): Uomo che legge