Circolo dei Libri

Per condividere con altri il gusto della lettura, che per principio è individuale ma poi può anche farsi compagnia.

02agosto
2019

Breve introduzione a un libro che non esiste.

Genere: scrittura che parla di scrittura, seduzione fra un uomo e una donna. Nell’aria fine delle montagne svizzere. Uno scrittore di grande successo, provvisto di regolamentare barba rada color cenere e occhiali, sente il peso della sua notorietà abituale come una droga e decide di scomparire per un po’, vuol provare l’ebbrezza dell’anonimato, prima di tornare naturalmente ad abbeverarsi alla propria celebrità. Taglia la barba, mette le lenti a contatto, cambia pettinatura e prenota un mese di vacanza ad agosto in un vecchio albergo di legno dell’Engadina: in valigia ha buoni libri e il portatile su cui sta lavorando al suo nuovo romanzo. Nell’alone di aria buona, lo scrittore trova un suo ritmo quieto, assorto. Ma lui resta un uomo sensibile al fascino femminile e dunque trasalisce quando, osservando da intenditore una signora misteriosamente bella, sola, anche lei ospite dell’albergo, seduta ogni pomeriggio in una poltrona di vimini sulla grande terrazza, scopre che la sconosciuta sta leggendo proprio un suo romanzo, l’ultimo da lui pubblicato, la storia di una lunga seduzione febbrile.

Compiaciuto nella propria vanità, è attratto dalla bellezza di quella donna intenta a leggere proprio le sue parole senza sapere che quell’uomo che ogni tanto la sogguarda ne è l’autore. La spia e la incrocia con discrezione e riesce persino a sbirciare l’andamento della lettura, adocchiando il romanzo che lei ogni tanto lascia incustodito. Malandrino, quando si accorge che lei sta leggendo un passaggio un poco conturbante, prende un pretesto e le rivolge la parola. La signora, che da qualche giorno si sente intrigata da quell’uomo curioso dalla faccia stanca e interessante, risponde. Ne nasce una lenta conoscenza fatta di chiacchiere, tè nel pomeriggio e freschi bicchieri di vino verso sera. Lui, oltre che scrivere, sa parlare. Lei, oltre che bella, sa rispondere a tono e con humor. E così, nella luce obliqua delle lunghe serate montane, nasce l’inevitabile “storia”. La relazione è discreta, fatta di leggeri tocchi furtivi alla porta della camera di lui o di lei. La donna racconta pochissimo di sé, lui le dice di esser professore di lettere, lei ha un cognome comune, lui ne annuncia uno falso. Non si interrogano troppo, si piacciono. Lo scrittore non avanza più nel suo nuovo romanzo, preferisce vivere quello reale. Intanto lei gli annuncia di aver terminato il libro che stava leggendo: bello, dice, però il finale non le è piaciuto. Lui, punto sul vivo, le chiede come lei lo avrebbe terminato. Insieme, complici, si inventano un finale nuovo e a quattro mani lo scrivono sul portatile di lui. La vacanza finisce, è il momento di scambiarsi indirizzi elettronici (lei dice di non avere il cellulare) e confessioni di reciproca malinconia. La signora torna nella città dove dice di abitare, lo scrittore nella sua, dove riprende barba, occhiali e mondanità intellettuale. Ripensa spesso alla dolce compagna precaria di lassù. Infine le scrive. Ma scopre, scosso, che il messaggio torna indietro. L’affascinante signora gli aveva dato un indirizzo depistante ed è sparita nel nulla. Più passano i mesi, più lui ne ha nostalgia, aggiunta a una ferita d’orgoglio maschio ferito. Gli viene un’idea. Si sta per ripubblicare nei tascabili il suo romanzo, esaurito, che la signora stava leggendo in Engadina. Lui allora convince l’editore ad aggiungere nella nuova edizione, come postilla giocosa, il finale nuovo, quello inventato insieme a lei in montagna. Il libro esce, se ne parla molto, lui spera che da qualche parte la donna, incuriosita, lo sfogli e scopra il finale nuovo cui anche lei ha messo mano e dunque l’identità vera del suo compagno d’albergo. Magari lo cercherà, finalmente. E un bel giorno lo scrittore riceve infatti uno stranissimo messaggio via mail, che annuncia un pacco postale e gli accende in cuore un tumulto…. Ma io devo fermarmi qui, altrimenti rovino a tutti la sorpresa della storia. Il romanzo, che ha una bella copertina, si legge d’un fiato. Bravo chi lo trova.