Circolo dei Libri

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La scomparsa di un grande editore

13agosto
2021

Il 29 luglio è morto Roberto Calasso. Aveva 80 anni, era uno dei grandi editori italiani, certamente il più raffinato e il più profondamente colto. Era il grande capo di Adelphi, casa editrice che lui fondò nel 1962 con Roberto Bobi Bazlen e Luciano Foà. La Adelphi, nota per le sue sobrie ed eleganti copertine nei vari color pastello senza immagini (negli ultimi anni alcuni titoli e alcune collane portavano anche un'immagine, ma sempre con raffinatezza grafica) aveva assunto nel tempo una tale autorevolezza e un tale rigore al punto che il fatto stesso di essere pubblicato da quel marchio assegnava a un libro un prestigio e un vantaggio di immagine prima ancora di essere aperto. Calasso sapeva cogliere, quasi annusare autori fra i più disparati, spesso togliendoli dal silenzio con cui erano circondati in Italia, oppure nobilitando ancora di più scrittori già noti. Ecco soltanto alcuni nomi del possente catalogo Adelphi, che oggi costituisce una ricchezza letteraria e bibliografica unica: Herman Hesse, Robert Walser, Mordechai Richler, Giuido Morselli, Georges Simenon, Friedrich Dürrenmatt, Milan Kundera, Karl Kraus, Vladimir Nabokov, Jorge Luis Borges, Thomas Bernhard. Sandor Marai, Arthur Schnitzler. E, fra gli italiani, per esempio Gadda, Sciascia, Landolfi, Parise, Arbasino, Manganelli, Savinio. Di suo, Calasso era un uomo coltissimo, che allargava il suo sguardo ai campi vasti della letteratura, della filosofia, delle civiltà e religioni orientali, del mondo classico. Fra i suoi numerosi e prestigiosi saggi, celebre è "Le nozze di Cadmo e Armonia", un poderoso affresco sui miti dell'Olimpo greco e sulla loro commistione con le vicende umane (uscì nel 1988, vendette oltre mezzo milione di copie). Roberto Calasso: un grande editore, un grande uomo di cultura. Adelphi: la sua raffinatissima creazione editoriale.