Circolo dei Libri

Per condividere con altri il gusto della lettura, che per principio è individuale ma poi può anche farsi compagnia.

Una lontana notte russa

07gennaio
2022

Il piccolo Boris Pasterank, all'età di 4 anni, in una notte del 1894, si sveglia di colpo dal suo sonno nel lettino. Viene colpito dal suono per lui inquietante di una musica forte, di là dalla parete, nel salone dove abita con i suoi genitori, la mamma Rosa Pasternak, pianista, e il padre Leonid Osipovic Pasternak, artista pittore. Il piccolo Boris ode il pianoforte noto della mamma ma anche il suono stridulo di altri strumenti. Ne viene colpito quasi dolorosamente, si mette a piangere e poi a strillare. Soltanto quando la musica di là cessa, i presenti sentono il pianto del bimbo e allora la mamma corre in camera, lo prende in braccio, lo calma, lo porta fin sull'uscio del salone. Pasternak non scorderà mai quella notte e potrà ricostruire esattamente l'evento perché da adulto scoprirà in un libro dedicato alla vita di Lev Tolstoj la seguente notizia:

" Il 23 novembre Tolstoj si recò con le figlie dal pittore L.O. Pasternak, presso la Scuola di pittura. scultura e architettura, di cui Pasternak era direttore, per assistere a un concerto cui presero parte la moglie di Pasternak e due professori del Conservatorio".

Boris Pasternak ricorderà quel che quella sera intravide: "...Vidi il salotto attraverso la cornice della porta aperta. Era pieno di fumo, le candele battevano le palpebre come se il fumo pungesse loro gli occhi, e la luce brillava sul lucido mogano del violino e del violoncello. Nero era il pianoforte, neri gli abiti da sera degli uomini. Le donne sporgevano fino alle spalle dai loro vestiti, come dal cestino i fiori per un onomastico. Volute di fumo si perdevano fra i capelli bianchi di due o tre vecchi. La figura di uno di essi attraversò poi continuamente la mia vita, perché mio padre ne illustrava le opere, andava spesso a trovarlo, lo venerava, e infine perché il suo spirito aveva pervaso tutta la nostra casa. Era Lev Nikolaevic Tolstoj..." (Boris Pasternak, Autobiografia, Feltrinelli).

Lev Tolstoj, 66 anni, barba e capelli bianchi, nel 1894 era già il grande scrittore celeberrimo. Boris Pasternak a 4 anni era un bambino. Diventerà anche lui un grande scrittore: per il suo romanzo "Il dottor Zivago" vincerà nel 1958 il premio Nobel ma dovrà rifiutarlo, costretto dal regime comunista. Morirà due anni dopo, obbligato a stare chiuso nella propria dacia di campagna, isolato e solo, malato di una malattia che forse era soltanto sconforto e amarezza. In quella lontana notte del 1894 due genii della letteratura russa si sfiorarono quasi profeticamente, come se una generazione consegnasse un testimone a quella successiva, sullo sfondo di un trio musicale che Pasternak fu più tardi quasi certo che fosse il celebre trio di Tchaikovsky, il quale era morto da pochi mesi.

Nelle immagini: due opere di Leonid Pasternak: i ritratti del figlio Boris e di Lev Tolstoj