Circolo dei Libri

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Fine di una storia

04aprile
2015

Graham Greene

Mondadori

Londra, 1941. Sulla capitale inglese grava la minaccia luttuosa dei bombardamenti nazisti nel punto cruento della Seconda Guerra mondiale.Nella città assediata dalla paura cova la trama tormentata di un amore, declinata secondo le eterne categorie di fedeltà, tradimento, senso di colpa. C'è anche la scommessa della fede, sia che essa venga abbracciata, sia che essa venga respinta.Qui c’è davvero tutto il Greene cattolico e libero, che inietta nei personaggi la drammaticità sperimentata dell’agnosticismo, del dubbio, del dolore, della colpa, della nostalgia di una fede, direi della malinconia addotta dal presentimento di un mistero, del vero. Di fatto sarebbe la storia di un adulterio, di un triangolo amoroso sullo sfondo di una Londra al tempo della guerra, con i bombardamenti tedeschi sulla città. E Greene racconta la tensione psicologica e il dinamismo d'azione di questo novello di sentimenti con al consueta maestria grade osservatore dell'animo umano Edi grade narratore. Ma poi, anche, le vicende di Sara e Maurice (la moglie che non riama molto il marito innamorato ma anche umanamente tiepido e l’amante abbastanza indifferente e cinico) nascondono un tormento. E’ quello della fede respinta e ricercata. Eppure non sarà un lavorìo razionalistico, dottrinale, teorico o intellettuale a rivelare la sovrabbondanza della grazia ma piuttosto la trama ineffabile della realtà, dei fatti e dei segni in essi presenti. “Il centuplo quaggiù” promesso nel Vangelo, sembra suggerire nel corso di un serrato confronto di giudizi un frate che dibatte con un ateo, esiste davvero: ma non è mai quello che pronostichiamo noi, il miracolo è sempre diverso da quello che chiediamo e nondimeno accade.