Circolo dei Libri

Per condividere con altri il gusto della lettura, che per principio è individuale ma poi può anche farsi compagnia.

19dicembre
2009

David Lodge

Ed. Bompiani (Narrativa straniera)

Un professore inglese di linguistica di 64 anni è andato in pensione con qualche anno di anticipo anche perché sta diventando sempre più sordo. Ritrova libertà di tempo e di attività ma scopre anche la malinconia sottile per il suo attivismo perduto, per il suo status di accademico che sta svaporando nella penombra della “meritata quiescenza”. Ha una moglie attivissima (boutique di sofisticati arredamenti interni), figli di primo letto (è vedovo) e figli acquisiti della consorte (è divorziata). E ha sulle spalle, ancora, un vecchio padre ultranovantenne, stizzito e molto impegnativo. E poi appare una giovane dottoranda di linguistica che gli fa la posta per chiedergli un aiuto, usando anche una eccentrica seduzione femminea. Insomma, il nostro professore ipoudente ha i suoi grattacapi di minima esistenzialità, come tutti. Lo spassoso e anche intenerito racconto di queste vicissitudini e dei loro divertenti o emozionanti sviluppi è condotto da David Lodge con la sua solita bravura. Lo si scoprì anni fa come autore di parecchi romanzi tradotti in italiano e aventi al centro proprio il mondo accademico, le piccole storie universitarie professorali di invidie, carriere, tentazioni sessuali, malintesi divertenti (particolarmente riusciti, fra i molti, “Il professore va al congresso”, “Scambi”, “Ottimo lavoro, professore”). David Lodge è stato anche lui docente universitario e dunque conosce benissimo il mondo che egli prende affettuosamente in giro; è stato ed è anche critico letterario e da una ventina d’anni ha abbandonato l’insegnamento per dedicarsi a tempo pieno alla letteratura. Oggi egli ha 74 anni ed ha problemi di udito proprio come il suo protagonista, sempre alle prese con auricolari a batteria e soprattutto con continui malintesi dovuti alla sordità incipiente. Pur seguendo il filo di uno humor avvincente (ci si diverte parecchio, leggendo) si scoprono al tempo stesso le difficoltà, le solitudini e i complessi di una realtà (quella degli ipoudenti) molto spesso un po’ disattesa rispetto ad altre menomazioni :”un cieco crea attorno a sé un’atmosfera intensamente emotiva. Chi lo nota, lo osserva con compassione e cambia percorso per aiutarlo, lo guida attraverso strade affollate e immancabilmente finisce per accarezzare il suo cane-guida. Noi duri d’orecchio, al contrario, non disponiamo di elementi di riconoscimento che inducano alla compassione…”. Questo romanzo-commedia (di buon ritmo e punteggiato di piccoli eventi sapientemente congegnati) ci fa anche scoprire la realtà di un handicap molto presente nella nostra società senescente e poi ci rivela anche il fascino della linguistica, il cui studio strutturale serve per comprendere, attraverso il mistero del linguaggio, anche gli enigmi della natura umana. Il professore a riposo Desmond Bates ci ispira simpatia solidale: forse perché sappiamo che, se non siamo ancora entrati nella condivisione della sua fase di vita, prima o poi ci entreremo comunque anche noi.