Circolo dei Libri

Per condividere con altri il gusto della lettura, che per principio è individuale ma poi può anche farsi compagnia.

07febbraio
2009

Winifred Watson

Ed. Neri Pozza (Narrativa italiana)

Ogni tanto una commedia brillante è come un bicchiere di vino frizzante (non è sempre champagne, d’accordo, ma spesso basta un bianco mosso o, per gli astemi, una gazzosa, magari arancione). Condizioni indispensabili: ritmo e fragranza. Questi due ingredienti condiscono un piccolo capolavoro nel suo genere uscito per la prima volta 70 anni fa, ripubblicato nel 2000 con grande successo e tradotto ora in italiano. Leggendolo si pensa che un Ernest Lubitsch o un Billy Wilder avrebbero potuto tranquillamente ricavarne una loro scintillante commedia filmica: e questa traducibilità potenziale rivela, dell’opera scritta, il ritmo (appunto) serrato e essenziale, i dialoghi scoppiettanti e la spettacolarità delle scene (si suona spesso alla porta in una sofisticata abitazione londinese, entrano ed escono personaggi a sorpresa, come nel teatro brillante). E, puntualmente, c’è l’ennesima versione del mito di Cenerentola, che qui veste i panni dimessi di una istitutrice senza lavoro che cammina desolata a Londra in “una fredda, grigia, nebbiosa giornata di novembre con l’aria umida di pioggia”, indossando “ un cappotto di indefinibile, orrendo marrone e vecchio di cinque anni”. Tipico, no? Poi succede che Miss Pettigrew si imbatte in una potenziale datrice di lavoro, una splendida e giovane donna fra il malizioso e lo svenevole, oscura artista di avanspettacolo e sicura cacciatrice di uomini. Da lì tutto si muove, in una pochade dentro cui l’allibita e poi conquistata Miss Pettigrew scopre seduzioni, allegri tradimenti, effimere crisi sentimentali. E lei si improvvisa consigliera intuitiva e dispensatrice di soluzioni. Certo, il mondo che incontra è totalmente diverso dal su luci contro il grigio. Miss Pettigrew, tutta al naturale come riso bianco bollito, incappa in una brillantissima signora tutta in ghingheri, che la esamina: “Il suo trucco è tutto sbagliato!”. “Trucco? Io non mi trucco”. “Non si trucca!”, ripetè scandalizzata Miss Dubarry.”E perché? E’ indecente andarsene in giro nuda”. A poco a poco la sbalordita Miss Pettigrew ci prende gusto. Certo, la trasformazione della crisalide in farfalla avviene fuori dai canoni tradizionali delle fiabe: i costumi sono abbastanza “osés” e leggerini (per gli anni ’30, almeno) anche se le trasgressioni vengono soltanto accennate, mai dichiarate per intero e tantomeno mostrate. Insomma: ecco un divertimento londinese tutto giocato in un interno elegante, senza nessuna pretesa “alta”, ma tessuto con maestria abilissima . Per il ruolo di Miss Pettigrew sarebbe stata perfetta Julie Andrews, qualche anno più tardi Julia Roberts. Capito il genere?