Circolo dei Libri

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05ottobre
2018

Carlo Cassola

Einaudi, Mondadori

Sta per compiere, fra pochi mesi, 50 anni un romanzo breve di Carlo Cassola (1917-1987) non fra i suoi titoli più noti ma certamente bello. “Una relazione” è la cronaca dell’amore, travagliato e intermittente, fra Mario e Giovanna, che ebbero un’avventura, abbastanza rapida, e poi si persero di vista. Mario poi si sposa e anni dopo incontra per caso Giovanna. Ha voglia di riprovare, per desiderio e anche un po’ per orgoglio maschile, la perduta ebbrezza di quell’avventura, che riaccade. Ma questa Giovanna si affeziona davvero e Mario a sua volta comincia a provare un sentimento profondo per lei. Nasce, appunto, “una relazione”. Clandestina, tra sotterfugi e febbrili abbracci. Poi, si sa, le relazioni si accendono e si spengono, accadono cose, ineluttabili. Ci si perde di nuovo, ci si ritrova… Mario incontrerà di nuovo Giovanna, anni dopo, in treno, su uno du quei treni di pendolari che fanno la spola fra i borghi e le città della Toscana vicina al mare tanto cara a Cassola (qui fra Cecina e Livorno, sulla costa). Il treno locale (che tante volte ritorna nei romanzi dello scrittore: c’è addirittura un libro suo che si intitola “Ferrovia locale”) qui sembra alludere, con i suoi viaggi regolari come un ticchettio e i suoi incontri, al trascorrere lento ma inesorabile del tempo, con i suoi battiti ripetuti, sempre uguali (ma intanto tutto cambia). Non racconto la trama ma evoco la malinconia e la dolcezza, i sentimenti veri ma anche ammaccati, il fatale trascorrere, appunto, del tempo. Tutto è raccontato in uno stile piano, ben scandito, in presa diretta, con una musicalità sobria e dialoghi vivi. E’ lo stile “subliminale” di Carlo Cassola, il quale dietro la registrazione semplice dei fatti lascia intendere il soffio più profondo dei sentimenti, delle speranze e delusioni, dei pochi brandelli di felicità, del mistero stesso della vita: che spesso fa accadere le cose o troppo presto, o troppo tardi.