Circolo dei Libri

Per condividere con altri il gusto della lettura, che per principio è individuale ma poi può anche farsi compagnia.

25novembre
2022

José Saramago, “La vedova”, Feltrinelli

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News

Circoli di lettura: programma autunno 2022

08agosto
2022

Riprendono gli incontri dei nostri Circoli di lettura.

Domenica 25 settembre: a Corzoneso, in valle di Blenio, alla Casa Rotonda della Fondazione Donetta: incontro dei Circoli riuniti con Sara Catella sul suo romanzo breve "Le malorose" (Casagrande). Sarà un'uscita culturale anche con altri connetti, dalle 14 alle 19.

Lunedì 7 novembre e martedì 8 novembre a Bellinzona e Lugano:
Abraham Yehoshua, "L'amante", Einaudi.

Lunedì 5 dicembre e martedì 6 dicembre, a Bellinzona e Lugano:
Jane Austen, "Mansfield Park", Einaudi, Feltrinelli, altri.

Per l'ultimo incontro verrà comunicato il programma più avanti.

Modalità di partecipazione e iscrizioni:
info@circolodeilibri.ch
079 456 44 87

Novità da leggere

La vedova

25novembre
2022

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Novità da leggere

L’amore in un clima freddo

11novembre
2022

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Novità da leggere

Andarsene

28ottobre
2022

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Novità da leggere

Rincorrendo l’amore

14ottobre
2022

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Novità da leggere

La treccia alla francese

30settembre
2022

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Novità da leggere

A una voce

09settembre
2022

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Novità da leggere

Serge

01luglio
2022

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Novità da leggere

Le malorose (Confidenze di una levatrice)

17giugno
2022

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Novità da leggere

L'ultimo movimento

03giugno
2022

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Novità da leggere

La sera sulle case

07maggio
2022

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Novità da leggere

Il rovescio dell’abito

22aprile
2022

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Novità da leggere

Dell'anima non mi importa

08aprile
2022

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Novità da leggere

Settimana nera

11marzo
2022

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Novità da leggere

La figlia unica

26febbraio
2022

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Blog

Letteratura

18novembre
2022

(Illustrazione: Henri Fantin-Latour, "La lettura", 1877)

Torniamo su una riflessione di Tzvetan Todorov (da "La letteratura in pericolo", Garzanti) perché è centratissima nel dire lo scollamento fra il piacere vasto, complesso e multiforme della lettura e l'elitario restringimento di quella che per la critica militante o di nicchia è l'area della "sola e vera letteratura". Ecco il pensiero:

"Ormai si scava un solco profondo tra letteratura di massa - produzione popolare a stretto contatto con la vita quotidiana dei suoi lettori - e letteratura d'élite, letta dagli esperti - critici, insegnanti, scrittori - che mostrano interesse solo per i virtuosismi dei suoi creatori. Da un lato il successo commerciale, dall'altro le autentiche qualità artistiche. Tutto avviene come se l'incompatibilità tra loro fosse naturale, tanto che l'accoglienza favorevole riservata a un libro da un gran numero di lettori diventa il segno del suo fallimento sul piano artistico e causa il disprezzo o il silenzio della critica...Se si ammette che un'opera parli del mondo, si pretenderà in ogni caso che elimini "i buoni sentimenti' e ci riveli l'orrore irrimediabile della vita, senza il quale rischia di apparire 'insopportabilmente sempliciotta' o, peggio ancora, di avvicinarsi alla letteratura 'popolare', la cui reputazione dipende più dal giudizio dei lettori che da quello dei critici".

Todorov coglie nel segno.La separazione in due emisferi ben distinti (letteratura alta, colta, per stile, struttura e missione, e letteratura bassa, popolare, di intrattenimento) è una trappola intellettualistica. Naturalmente ognuno sa bene la differenza fra il feuilleton semplicistico e arruffato e il grande romanzo. Ma esiste un grande malinteso circa la presunta superiorità dei libri sofferti, cattivi, complessi, magari con compito ideologico da una parte, e quelli felicemente narrativi, persino piacevoli, appassionanti dall'altra. Dopo tutto Jane Austen, Dickens, Balzac, Tolstoj e Cecov furono scrittori popolari, alcuni addirittura seriali. E anche tutta l'inquietudine filosofica e le dispute intellettuali, per dire, fra Naphta e Settembrini nella "Montagna incantata" di Thomas Mann non sarebbero nulla se non fossero accolte nella tensione narrativa di una trama, di una storia intensa di persone, sentimenti, "messa in scena" narrativa. .Alla fine esistono solo i buoni libri e i cattivi libri, non importa di che genere.

Blog

Un consiglio da Philip Roth

04novembre
2022

Un consiglio per tutti coloro che amano leggere , e in particolare per gli amici dei nostri Circoli di lettura: leggete, non appena potete, con continuità e metodo, non a spizzichi e a intermittenze troppo larghe. Un romanzo è come un concerto: andrebbe gustato nel modo più unitario e continuato possibile. La pensava così anche il grande Philip Roth (1933-2018). Parlando di un personaggio (uno scrittore celebre), il quale, dopo aver sostato un poco, la sera, a chiacchierare davanti al camino sorseggiando un goccio di cognac, si alza per ritirarsi, Roth scrive:

“… disse che doveva ancora dedicarsi alla propria lettura serale. Non rendeva giustizia a uno scrittore se non lo leggeva per qualche giorno consecutivamente e per almeno tre ore di fila. Altrimenti, nonostante le note e le sottolineature, perdeva i contatti con la vita interiore del libro, e tanto sarebbe valso non averlo neppure cominciato…”

Philip Roth, “Lo scrittore fantasma”, Einaudi

Forse tre ore al giorno sono troppe, soprattutto per chi ha altro e molto da fare. Ma il principio del consiglio di Roth non fa una grinza. Mettiamola così: leggete ogni giorno e cercate di leggere ogni volta un buon numero di pagine.

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Il bovarismo nei romanzi

21ottobre
2022

Gustave Flaubert scriveva romanzi e sapeva bene che se nei romanzi c’è la vita, la vita è ancora qualcosa di diverso dai romanzi. Scrive, di Madame Bovary:

“….. Essa aveva creduto di sentire amore; ma la felicità che doveva nascere da questo amore non era venuta; dunque s’era sbagliata, pensava. E Emma cercava di sapere che cosa si intendesse di preciso nella vita, con le parole felicità, passione ed ebbrezza, che le erano sembrate così belle nei libri”.

Emma Bovary aveva creduto che la felicità intravista nei romanzi sentimentali divorati da ragazza potesse accaderle nella vita vera, nell’innamoramento, nel compimento coniugale. Non sapeva che i libri dicono, o cercano di dire, la vita, ma che la vita accade. Flaubert lo sapeva.

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Fate un confronto

19settembre
2022

Volete fare un piccolo assaggio-test? Confrontate i due incipit del romanzo "Il giovane Holden" di J.D. Salinger, 1919- 2010 (nella foto), nelle due traduzioni Einaudi del 1961 e del 2014. Scoprirete ancora una volta che se i testi originali rimangono immodificabili per sempre (e per fortuna) le traduzioni evolvono, si adeguano in qualche modo alla contemporaneità di chi legge. Poi ognuno giudicherà.

Traduzione di Adriana Motti, Einaudi 1961:

"Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com'è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne. Primo, quella roba mi secca, e secondo, ai miei genitori gli verrebbero un paio d'infarti per uno se dicessi qualcosa di troppo personale sul loro conto. Sono tremendamente suscettibili su queste cose, soprattutto mio padre. Carini e tutto quanto - chi lo nega - ma anche maledettamente suscettibili".

Traduzione di Matteo Colombo, Einaudi 2014:

"Se davvero volete sentirne parlare, la prima cosa che vorrete sapere sarà dove sono nato, e che schifo di infanzia ho avuto, e cosa facevano e non facevano i miei genitori prima che nascessi, e altre stronzate alla David Copperfield, ma a me non va di entrare nei dettagli, se proprio volete la verità. Primo, è roba che m'annoia, e secondo ai miei verrebbero un paio di ictus a testa, se andassi in giro a raccontare i fatti loro. Su certe cose sono permalosissimi, specie mio padre. Simpatici, per carità, ma anche parecchio permalosi".

Aggiungiamo, senza impegno, il contributo di un circolo di lettura italiano (Biblioteca di Spinea) che ha un bel nome: "L'ora del tè".
https://www.biblioteca-spinea.it/blog/2015/09/19/la-nuova-traduzione-ha-salvato-il-giovane-holden/

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