Circolo dei Libri

Per condividere con altri il gusto della lettura, che per principio è individuale ma poi può anche farsi compagnia.

05agosto
2022

Un consiglio di lettura per l'estate? Ecco, di fresca traduzione italiana presso Adelphi, un romanzo delizioso che ha compiuto 77 anni. Lo pubblicò in Inghilterra nel 1945 Nancy Mitford, scrittrice acuta e impertinente. Siamo negli anni '30, c'è di nuovo odor di guerra e la scena è quella di una grande e bislacca magione di campagna retta da una bizzarra famiglia della piccola aristocrazia terriera. A colpi di humor e di bozzetti quasi surreali Mitford affonda la sua lama sottile nel corpo molliccio della buona società inglese e non fa sconti a nessuno: né ai conservatori imbolsiti, né ai marxisti da salotto, né ai perbenisti in corsa verso denaro, carriere e matrimoni vantaggiosi. Riesce persino a darci la caricatura ( e son passati più di70 anni!) del salutismo esasperato e del "politicamente corretto". I protagonisti principali sono tutti abbastanza stravaganti e dalla noia li salva l'eccentricità. Le ragazze sognano naturalmente l'amore, soprattutto la principale protagonista, viziata, volubile e sventata ma anche coraggiosamente libera e a modo suo pre-femminista.

30luglio
2022

La ragazza e il Professore

Claudio Piersanti, "La forza di gravità", Feltrinelli

LEGGI LA RECENSIONE

News

Circoli di lettura: programma autunno 2022

08agosto
2022

Riprendono gli incontri dei nostri Circoli di lettura.

Domenica 25 settembre: a Corzoneso, in valle di Blenio, alla Casa Rotonda della Fondazione Donetta: incontro dei Circoli riuniti con Sara Catella sul suo romanzo breve "Le malorose" (Casagrande). Sarà un'uscita culturale anche con altri connetti, dalle 14 alle 19.

Lunedì 10 ottobre (Bellinzona, ore 20) e martedì 11 ottobre (Lugano, ore 1630 e 20): Abraham Yehoshua, "L'amante", Einaudi.

Lunedì 7 novembre e martedì 8 novembre a Bellinzona e Lugano:

Jane Austen, "Mansfield Park", Einaudi, Feltrinelli, altri.

Lunedì 5 dicembre e martedì 6 dicembre, a Bellinzona e Lugano:

il libro verrà indicato più avanti.

Modalità di partecipazione e iscrizioni:

info@circolodeilibri.ch

079 456 44 87

News

Circoli di lettura: il libro di giugno

29aprile
2022

Martedì 7 giugno a Lugano (alle ore 16:30 e alle ore 20, all'Albergo Villa Castagnola) e lunedì 13 giugno a Bellinzona, all'albergo La Tureta di Giubiasco alle ore 20, abbiamo lavorato sul libro:

Yasmina Reza, "Serge", Adelphi

News

Circoli di lettura 2022

24dicembre
2021

CIRCOLI DI LETTURA
Ecco i libri su cui abbiamo lavorato nel corso del nostro programma "inverno-primavera 2022" a Bellinzona e Lugano

Lunedì 7 marzo e martedì 8 marzo:
Cesare Pavese, “La casa in collina”, Einaudi

Lunedì 4 aprile e martedì 5 aprile:
Massimo Gezzi, “Le stelle vicine”, racconti, Bollati Boringhieri, alla presenza dell'autore.

Lunedì 2 maggio e martedì 3 maggio: lavoreremo su due testi brevi:
“Il giardino dei ciliegi” di Anton Cechov (Einaudi) e
“I morti”, di James Joyce.
Questo ultimo titolo è ottenibile sia a se stante (Einaudi, Passigli, Mondadori), sia nella raccolta di cui fa parte, “Gente di Dublino” (Einaudi, Feltrinelli, Mondadori, Garzanti).

Martedì 7 giugno a Lugano e lunedì 13 giugno a Bellinzona:
Yasmina Reza, "Serge", Adelphi


Novità da leggere

Serge

01luglio
2022

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Novità da leggere

Le malorose (Confidenze di una levatrice)

17giugno
2022

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Novità da leggere

L'ultimo movimento

03giugno
2022

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Novità da leggere

La sera sulle case

07maggio
2022

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Novità da leggere

Il rovescio dell’abito

22aprile
2022

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Novità da leggere

Dell'anima non mi importa

08aprile
2022

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Novità da leggere

Settimana nera

11marzo
2022

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Novità da leggere

La figlia unica

26febbraio
2022

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Novità da leggere

Il club delle vacche grasse

11febbraio
2022

Continua

Novità da leggere

Quel maledetto Vronskij

28gennaio
2022

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Novità da leggere

Crossroads

14gennaio
2022

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Novità da leggere

Anno bisestile

17dicembre
2021

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Novità da leggere

La felicità del lupo

04dicembre
2021

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Novità da leggere

Di chi è la colpa

12novembre
2021

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Novità da leggere

Le stelle vicine

29ottobre
2021

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Novità da leggere

Due vite

17settembre
2021

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Blog

Penna rossa

22luglio
2022

Questo nostro sito non stronca mai. Cerca di valorizzare quel che giudica buono o molto buono, ignora quel che giudica mediocre o insufficiente. Non abbiamo né l'animo né i titoli per essere stroncatori. Ma ogni tanto - siamo umani, non marziani - viene la tentazione di usare la penna rossa. E assegnare insufficienze. Anche a costo di andare, magari, controcorrente, nel senso di pizzicare i vincenti del momento. Lasciamo pur stare le invereconde "classifiche dei libri più venduti", che sono un diktat degli editori nei confronti anche delle riviste e degli inserti culturali più prestigiosi (stranamente non si pubblicano invece per fortuna statistiche dei concerti e dei teatri più seguiti, dei vini e delle scarpe più venduti, eccetera). E cosi ci ritroviamo da settimane, in testa alla classifica dei libri italiani più venduti e addirittura con un altro suo titolo nella Top 10, una certa Erin Doom con un romanzo evanescente, "Fabbricante di lacrime", Ma anche andando sui libri più consistenti, viene voglia (sempre ogni tanto) di andare contro vento. Un bruscolino dall'occhio ce lo togliamo: il premio Strega. Da anni quel premio (effimero e arbitrario come tutti i premi assegnati da giurie vaghe e comunque soggettive) sembra assurgere, a dire dei media, a un giudizio divino sui libri, a un verdetto infallibile di qualità, quando invece, al di là della ricaduta commerciale (ma sarebbe questo lo scopo del premio?) da anni laurea libri dimenticabili o perlomeno non eccelsi (compreso, sì, il troppo osannato "Colibrì" di Veronesi di due anni fa). Ma quest'anno si è passato il segno: "Spatriati" di Mario Desiati, conclamato e premiato, è un brutto libro e basta, con l'aggravante della furbizia di aver cavalcato l'aura del momento all'insegna dell'ambiguità del tipo gender e sessualità indistinta e giovinezze governate dal "boh". E pensare che in cinquina c'era l'aggraziato, malinconico e divertente romanzo di Claudio Piersanti, "Quel maledetto Vronsky": quello sì avrebbe meritato. In quanto al romanzo vincitore, non volendo inaugurare una funzione di stroncatura critica per la quale non abbiamo i gradi sul cappello, osiamo proporvi parte della recensione subito chiara che addirttura un anno fa, ad agosto, appena uscito il libro, Francesca Sabbatini aveva pubblicato sulla rivista "Pangea".

Spatriati, nel suo complesso, è un romanzo floscio, molliccio, ma il suo autore veste i panni dell’alfiere dell’equilibrismo, non scontenta nessuno, porta il vessillo della gauche fru-fru e ammicca ai sostenitori delle famiglie multicolor, come pol. corr. comanda. I suoi personaggi vivono nell’eterna indecisione dei bamboccioni di casa nostra, scelgono di non scegliere, non si assumono responsabilità, esistono in maniera ambivalente e polimorfa, optano per la comodità, e lo fanno trincerandosi dietro la maschera dei diversi, dei raminghi, degli errabondi inquieti. Vengono, vanno, ritornano – come le nuvole di De Andrè – si adagiano sui cuscini imbottiti dei loro canapè, pronti per una nuova, fittizia, rivoluzione da salotto. Lasciano i nonni contadini al meridione e si trasferiscono al nord, per laurearsi in luccicanti atenei e condurre una vita inamidata da consulenti in giacca e cravatta, ingessati come manichini di Zara, o emigrano all’estero per deragliare da una prestabilita vita binaria, per condurre un’esistenza fluida, forse perché, per dirla alla Woody Allen, questa può raddoppiare le tue chances al sabato sera.

Desiati manda avanti i due personaggi che, sotto le mentite spoglie di nomadi dell’esistenza, celano una lettura totalmente ideologizzata dal genderismo, che va ben oltre il giuoco dello scambio degli abiti e dei rossetti, presentando una narrazione calata unicamente nel tempo presente, che ambisce a lasciare il segno ma non ha i numeri per farlo. È destinata sul nascere a finire nel dimenticatoio perché l’autore punta tutte le sue chips avendo in mano una coppia di sedicenti anticonformisti e un tris di presunte trasgressioni, tenta l’all in senza rendersi conto che al tavolo delle lettere il suo full è debole, le presunte disobbedienze non bastano, laddove il campo letterario in cui l’autore anela a prendere posto è fatto di grottesca ordinarietà raccontata con un linguaggio misurato ed elegante, privo di quegli inutili orpelli che ne involgariscono la narrazione. Si prenda a mero titolo di esempio Le sere, in cui lo scrittore nederlandese Gerard Reve riesce a raccontare di una gioventù traviata in maniera amorale e ironica.Come prevedibile, avendo compiaciuto un po’ tutti gli attuali tipi umani à la page, il romanzo riceve un immediato radical chic spin, l’élite progressista lo endorsa sui giornali e sui social, il circolo di mosche che ronza attorno ai premi letterari lo premia con gli zuccherini, lo centrifuga con l’ammorbidente, lo carezza con guanti felpati, riservandogli melodiose parole d’entusiasmo. I suoi protagonisti vengono definiti “fuori dalle righe”, la storia qualificata come “sovversiva”. (Francesca Sabbatini)


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Buzzati, 50 anni dopo

15luglio
2022

Rileggere Dino Buzzati, a 50 anni dalla sua scomparsa (1972) a 66 anni appena. Buzzati (nella foto) fu un grande giornalista: per il “Corriere della Sera” scrisse pezzi memorabili in cui la cronaca diventava vita pulsante, la realtà si impastava con la narrativa immaginosa del vero. Fu, anche e soprattutto, un grande scrittore. Aveva una intelligenza sensibile, nervosa. Due i suoi libri “maggiori”, i due romanzi (video), anche se bellissimi sono molti dei suoi racconti. “Il Deserto dei Tartari” (1940) è un libro innovatore, strano. Vi si narra l’attesa interminabile di qualcosa, di un nemico, di un destino, del mistero, in una remota fortezza isolata su una montagna dove il giovane tenente Drogo sale credendo di trascorrervi poco tempo e invece…. Gli anni passano, il nemico non si vede ma chissà, bisogna vigilare, fare i turni di sentinella al tempo, alla vita…

“Un amore” (1963) è la storia di una passione piena, avvolgente e sconvolgente, l’ossessione di un uomo di mezza età per una giovane donna. Amore in caduta libera, invasivo, patetico, spesso penoso, comunque grande. Due libri diversissimi, un autore lucido, febbrile, di grande tempra.

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Omaggio a Micòl

08luglio
2022

Fu nel 1962, sessant'anni fa, che uscì quello che oggi risulta uno dei maggiori romanzi italiani di tutto il Novecento, "Il giardino dei Finzi-Contini (nell'immagine la prima edizione con il dipinto di Nicolas de Staël). Per ricrdare quel grande e intenso libro dedichiamo un "medaglione" alla sua protagonista ineffabile e affascinante, Micòl Finzi-Contini

Micòl Finzi-Contini, enigmatica e bella, indecifrabile e inespugnabile, è la protagonista di “Il giardino dei Finzi-Contini” di Giorgio Bassani, un romanzo sontuosamente inscenato su due fondali, uno temporale e l’altro geografico, fisico, reale e immaginario al tempo stesso. Il primo è quello della stagione torbida del fascismo e delle leggi razziali, in una Ferrara dove i ragazzi della buona borghesia ebraica vengono a poco a poco emarginati dalla discriminazione. L’altro scenario, centrale, è quello di Ferrara ma soprattutto del vasto, lussureggiante giardino degli aristocratici Finzi-Contini, nel quale vengono accolti, per partite di tennis, merende, frequentazioni sempre più intense, i giovani correligionari espulsi dai circoli cittadini per indegnità di razza. In quell’isola effimera, per poco felice, febbrile (in un autunno e in un inverno anche metaforici) si disegna l’amore irrequieto e intenso dell’Io narrante per la ragazza di casa, Micòl, bella di un biondo suo, di una sua impertinenza dolce. Lei gli vuole bene, molto bene, gli regala una amicizia profonda. Ma al goffo tentativo di assedio amoroso di lui, lei si richiude, dice che non si può, che loro due sono troppo simili, uguali, per sopraffarsi in un amore, perché l’amore “è roba per gente decisa a sopraffarsi a vicenda, uno sport crudele, feroce”. Lei sfugge, parte, ritorna, un po’ perdona l’insistenza di lui ma poi si chiude, dolorosamente punitiva. Lui ne soffre, come succede in tutti i grandi amori unilaterali o corrisposti in modo asimmetrico. Tralascio qui la nervatura della storia, le lunghe chiacchierate, le ricognizioni intime dentro il giardino immenso, le gelosie, il mistero del rapporto fra Micòl e il concreto giovanotto lombardo Giampi Malnate. Dico solo che Micòl è forse il personaggio femminile più complesso e affascinante di tutta la letteratura italiana del ‘900: sensibile, intelligente, capricciosa e misteriosa, malinconica: “il futuro, in sé, lei lo aborriva, ad esso preferendo di gran lunga ‘le vierge, le vivace et le bel aujourd’hui’, e il passato, ancora di più, ‘il caro, il dolce, il pio passato’ “. Il suo negarsi è forse una specie di sacrifico, a modo suo, perché il suo innamorato goffo avesse finalmente, più che l’amore impossibile per lei, la vita vera, completa, fuori dal giardino bellissimo e imprigionante, fuori dalla tragedia del nazifascismo che disperderà l'inconfondibile stile "finzicontinico" . All'io narrante - e a noi tutti lettori innamorati di Micòl - resterà nella retina del cuore un ultimo lampo dei suoi capelli biondi intravisti appena, poco prima della fine di tutto, attraverso il finestrino di un'automobile, nello spazio di pochi secondi.

M.F.

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Un groviglio familiare comico e malinconico

01luglio
2022

Yasmina Reza, “Serge”, Adelphi

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